Vaso in vetro scavo opalino azzurro di Murano, attribuito alle vetrerie Seguso, Italia, 1900.
Il prezzo originale era: €259.00.€169.00Il prezzo attuale è: €169.00.
Descrizione
MISURE:
Altezza: 20 cm; Diametro: 12,5 cm ; Peso: 1,208 Kg
CONDIZIONI:
Perfette in tutto e per tutto.
Descrizione dell’oggetto:
Delizioso vaso scavo di forma cilindrica con base a bulbo e bocca ad imbuto leggermente svasata, realizzato in vetro soffiato di Murano opalino azzurro, con cordolo in vetro opalino bianco applicato a caldo a spirale sul corpo principale del vaso a sezione crescente dal basso verso l’alto. L’oggetto è interamente lavorato a mano e trattato all’acido, per dare quel sapore di vaso antico ritrovato in uno scavo, classica lavorazione delle vetrerie artistiche di Archimede Seguso, a cui possiamo attribuire la paternità di questo vaso. L’oggetto è databile intorno al 1970 e non è firmato, come avviene per molti dei vasi in vetro scavo simili. Piuttosto spesso il vetro utilizzato, molto pesante e di ottima qualità, considerate che il vaso, seppur non particolarmente grande, pesa più di 1,2 Kg.
Informazioni utili per la valutazione dell’oggetto:
Dalle nostre ricerche ci risulta che i vetri scavo simili nella lavorazione, realizzati a Murano dalle vetrerie Seguso, vengono quotati all’asta da un minimo di 200-300€ per i più piccoli fino a quotazioni di ben 4.000-5.000€ per i più grandi ed importanti.
Informazioni su artista e/o manifattura:
Archimede Seguso (Murano, 17 dicembre 1909 – Murano, 6 settembre 1999) è stato un imprenditore e mastro vetraio italiano. Considerato “un’enciclopedia vivente del vetro” (così è definito da Giuseppe Cappa, nel libro “Le Genie Verrier de L’Europe”, pagg. 471, 510, e 511), è stato uno dei più noti vetrai Veneziani, distinguendosi nella lavorazione del vetro pesante (a massello). Iniziò subito a lavorare diventando maestro già a 17 anni nella fornace dove il padre era socio, fino alla crisi del 1929. Quindi, fondò la sua officina che divenne la Vetreria di famiglia e che si trasformò in Soffieria Barovier Seguso & Ferro e quindi nel 1933 in Seguso Vetri d’Arte, azienda che segna lo sviluppo del vetro nei decenni seguenti. Collaborò con rilevante importanza col direttore artistico e designer Flavio Poli. Con questa vetreria di famiglia Archimede Seguso si separò nel 1944, fondando la sua Vetreria Artistica Archimede Seguso. Qui riuscì a spaziare riutilizzando tecniche antiche di soffiatura e traghettò la filigrana settecentesca rielaborandola ed inventando famose ”Filigrane” quali ”Merletti”, ”Piume” etc, oltre a sperimentare altre tecniche con una tavolozza di colori variatissima. Sperimentò e realizzò vetri di grande personalità dai colori sovrapposti e con forti contrasti cromatici nella tecnica del ”Sommerso”. Scomparso nel 1999 lascia numerose sue opere, oltre ad un segno indelebile della sua creatività, in molti musei d’arte contemporanea di tutto il mondo. Espose le proprie opere alle Biennali di Venezia, alle Triennali di Milano, Liegi e a moltissime altre mostre. Nel 1982 partecipa alla mostra dei Mille anni del vetro a Venezia a Palazzo Grassi e al Museo Correr, con più sculture. Nel 1989 gli viene dedicata una mostra personale a New York presso Tiffany & Co. Nel 1991, il Comune di Venezia ospita a Palazzo Ducale «I Vetri di Archimede Seguso», unico maestro vivente fino ad allora, ad avere una mostra personale nel Palazzo Ducale di Venezia.




























































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