Vaso in ceramica, Istituto statale d’arte Venezia, attribuito ad Alessio Tasca, Mid Century.

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Descrizione

MISURE:
Altezza: 17,5 cm ; Diametro: 20 cm ; Peso: 0,990 Kg

CONDIZIONI:
Ottime condizioni generali.

Descrizione dell’oggetto:
Raffinato ed interessante vaso in ceramica artistica italiana del secondo dopoguerra, attribuito ad Alessio Tasca (Nove, 1929โ€“2020) sulla base di significative affinitร  stilistiche, tecniche e cromatiche con la produzione giovanile dell’artista, verosimilmente collocabile tra gli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta. Il vaso รจ firmato sotto la base con firma incisa sullo smalto, purtroppo poco leggibile, la lettura che riteniamo plausibile, รจ โ€œISTITUTO STATALE D’ARTE โ€“ CARMINIโ€, riferibile all’Istituto Statale d’Arte di Venezia, tradizionalmente conosciuto come Istituto d’Arte dei Carmini. Il vaso รจ modellato al tornio secondo una forma estremamente equilibrata: il corpo globulare, ampio e fortemente espanso, si sviluppa da una base ad anello e raggiunge la massima larghezza nella parte superiore, per restringersi progressivamente in un collo troncoconico concluso da un marcato bordo circolare estroflesso. La costruzione volumetrica, apparentemente semplice, rivela una particolare attenzione alle proporzioni e al rapporto tra massa, profilo e superficie, caratteristica fondamentale della ricerca ceramica italiana del dopoguerra. L’intero corpo รจ rivestito da uno smalto verde acquamarina tendente al celadon, dalla superficie finemente granulosa e puntinata, animata dalle leggere variazioni cromatiche prodotte dalla stesura e dalla cottura dello smalto. Su questo fondo luminoso si sviluppa una complessa decorazione astratta bruno-nerastra eseguita manualmente: numerosi fasci di sottili linee parallele discendono verticalmente dal collo e accompagnano la curvatura del vaso, mentre una larga fascia scura, sinuosa e diagonale, attraversa il reticolo e avvolge senza soluzione di continuitร  l’intera circonferenza. Ne deriva una composizione dinamica che non possiede un unico fronte privilegiato, ma cambia continuamente durante la rotazione dell’oggetto, trasformando il volume tornito in una vera superficie pittorica tridimensionale. Le minute irregolaritร  del segno, le variazioni nello spessore delle linee e i piccoli accumuli di materia cromatica costituiscono elementi coerenti con una decorazione eseguita artigianalmente e contribuiscono alla forte individualitร  dell’opera. L’attribuzione ad Alessio Tasca nasce soprattutto dal confronto con la sua produzione modernista degli anni Cinquanta. Dopo le prime esperienze legate alla tradizione ceramica di Nove, Tasca sviluppรฒ infatti una nuova produzione esplicitamente โ€œmodernaโ€, caratterizzata da decorazioni grafiche e graffite su fondi verdi e bruni; nel 1951 i suoi piatti โ€œterrosiโ€ e incisi furono selezionati da Gio Ponti per la IX Triennale di Milano. Successivamente utilizzรฒ anche il celebre โ€œverde Morelliโ€, smalto appositamente elaborato dal tecnico e ceramista Mario Morelli per il laboratorio dei fratelli Tasca. Sono inoltre documentati vasi di Tasca degli anni Cinquanta caratterizzati da forme essenziali e decorazioni geometriche fortemente grafiche, rendendo particolarmente interessante il confronto con il presente esemplare. Un ulteriore elemento da considerare รจ l’iscrizione molto consunta presente sotto la base, dove sembra possibile distinguere una dicitura riconducibile all’Istituto Statale d’Arte di Venezia, forse accompagnata dal riferimento ai Carmini, ma la lettura non รจ sufficientemente nitida per considerarla definitivamente accertata. Il collegamento sarebbe comunque coerente con la biografia di Tasca, che nel 1945 si iscrisse proprio all’Istituto d’Arte di Venezia, entrando in contatto con un ambiente nel quale l’ereditร  di Arturo Martini conviveva con le nuove esperienze del Fronte Nuovo delle Arti e dello Spazialismo. Particolarmente interessante รจ infine il modo in cui รจ tracciata l’iscrizione: nella produzione documentata di Tasca sono conosciuti diversi sistemi di marcatura, compreso il marchio graffito sullo smalto utilizzato tra il 1962 e il 1966. Tutti questi elementi rendono l’attribuzione stilisticamente plausibile, pur non consentendo, allo stato attuale, di trasformarla in un’autografia certa.

Informazioni utili per la valutazione dell’oggetto:
Il mercato di Alessio Tasca presenta quotazioni estremamente variabili in funzione del periodo, della tecnica, delle dimensioni, della raritร  dell’opera e soprattutto della presenza di una firma o di una provenienza documentata. Le aggiudicazioni registrate per le opere piรน significative dimostrano tuttavia come la produzione dell’artista abbia ormai raggiunto un riconoscimento internazionale considerevole, con risultati che possono arrivare a diverse migliaia di euro. Le banche dati di mercato confermano infatti aggiudicazioni fino a 5.437 USD nel settore delle arti decorative e fino a 4.688 USD per la scultura, quest’ultimo risultato riferito ai Fusina Prisms venduti da Wright. Particolarmente significativi sono i risultati riportati da Artprice e visibili nelle rilevazioni di mercato dell’artista. Nella categoria Oggetti, fra le aggiudicazioni piรน elevate mostrate figurano la Coupe del 1960, in ceramica, aggiudicata da Piasa nel 2021 per 3.500 โ‚ฌ; i Fusina Prisms del 1975, in polimetacrilato, aggiudicati da Wright nel 2021 per 3.174 โ‚ฌ; la Balancing Sphere del 1960, in ceramica, aggiudicata da Capitolium Art nel 2020 per 2.100 โ‚ฌ; e un importante vaso in gres, di 34 ร— 17 ร— 21 cm, aggiudicato da Capitolium Art nel 2025 per 1.600 โ‚ฌ, a fronte di una stima iniziale di appena 300โ€“400 โ‚ฌ. Quest’ultimo risultato รจ particolarmente interessante per il presente esemplare, trattandosi anch’esso di un vaso e dimostrando come opere ceramiche di Tasca di particolare qualitร  possano superare considerevolmente le stime iniziali. Altrettanto rilevanti risultano le aggiudicazioni nella categoria Sculture: una scultura del 1975 in creta, di 49 ร— 51 ร— 5,5 cm, รจ stata aggiudicata da Boetto nel 2024 per 3.000 โ‚ฌ, contro una stima di 900โ€“1.000 โ‚ฌ; un gruppo di Ceramics del 1966, di 28 ร— 6 ร— 25 cm, รจ stato aggiudicato da Wright nel 2009 per 2.392 โ‚ฌ; una grande sfera traforata ed estrusa in gres, di 45 ร— 45 ร— 45 cm, รจ stata aggiudicata da Capitolium Art nel 2024 per 2.300 โ‚ฌ, contro una stima di 2.000โ€“3.000 โ‚ฌ; mentre una scultura cubica in gres di 40 ร— 40 ร— 40 cm รจ stata aggiudicata da Il Ponte Casa d’Aste nel 2024 per 1.600 โ‚ฌ, nonostante una stima di soli 550โ€“600 โ‚ฌ. Questi risultati evidenziano non soltanto la soliditร  del mercato dell’artista, ma anche la capacitร  delle opere piรน rappresentative di Tasca di superare le valutazioni preventive, soprattutto quando presentano una forte componente sperimentale e scultorea. Alla luce di questi confronti, il vaso qui esaminato assume un interesse maggiore di quanto potrebbe suggerire una generica valutazione di ceramica italiana del dopoguerra. La forma tornita, lo smalto verde, la decorazione astratto-geometrica eseguita manualmente e soprattutto la notevole vicinanza alla ricerca ceramica di Alessio Tasca degli anni Cinquanta costituiscono elementi qualitativamente importanti. Rimane tuttavia determinante il problema dell’iscrizione alla base: finchรฉ la firma o la dicitura non potranno essere identificate inequivocabilmente, riteniamo corretto commercializzarlo come โ€œattribuito ad Alessio Tascaโ€ e non come opera certamente autografa. In questa condizione, proponiamo per il vaso una stima prudenziale di circa 500โ€“700 โ‚ฌ, considerando che, qualora si riuscisse a documentare con sicurezza l’attribuzione a Tasca, la valutazione cambierebbe sostanzialmente ed il nostro vaso considerando le sue misure e la sua qualitร  artistica, potrebbe ragionevolmente entrare in una fascia di prezzo superiore ai 1.000โ‚ฌ.

Informazioni su artista e/o manifattura:
Alessio Tasca รจ considerato una delle personalitร  piรน innovative della ceramica italiana del secondo Novecento. Nato a Nove nel 1929, entrรฒ giovanissimo nello studio del pittore e ceramista Giovanni Petucco e frequentรฒ la scuola d’arte locale diretta da Andrea Parini, due figure determinanti nella trasformazione della tradizione ceramica veneta. Nel 1945 proseguรฌ la propria formazione all’Istituto d’Arte di Venezia, in un ambiente particolarmente vivace nel quale l’ereditร  di Arturo Martini si confrontava con le nuove avanguardie italiane; nel 1948 tornรฒ a Nove e fondรฒ con i fratelli Marco e Flavio il laboratorio Tasca Artigiani Ceramisti. Abbandonata rapidamente una prima produzione tradizionale, Tasca iniziรฒ a sperimentare ceramiche moderne caratterizzate da superfici graffite, fondi verdi e bruni e nuovi rapporti fra decorazione e forma. Gio Ponti riconobbe precocemente la qualitร  di questa ricerca e selezionรฒ i suoi lavori per la IX Triennale di Milano del 1951. L’anno successivo Tasca partecipรฒ per la prima volta alla Biennale di Venezia con vasi e piatti, tornando alla manifestazione nel 1954 con opere in โ€œverde Morelliโ€. Dal 1954 partecipรฒ inoltre alle iniziative del Gruppo 9, nato con l’obiettivo dichiarato di rinnovare la ceramica locale. La sua ricerca proseguรฌ negli anni Sessanta in direzione sempre piรน sperimentale. Nel 1961 lasciรฒ il laboratorio dei fratelli e aprรฌ un proprio atelier; nel 1962 ottenne la cattedra di Plastica all’Istituto d’Arte di Nove e alla Biennale di Venezia conseguรฌ, insieme a Pompeo Pianezzola, il Primo Premio per la ceramica nella sezione Arti Decorative. Nel 1967 mise poi a punto una tecnica destinata a diventare uno dei contributi piรน originali alla ceramica contemporanea italiana: l’utilizzo della trafila, attraverso la quale la materia ceramica poteva essere estrusa producendo strutture continue e forme completamente nuove. Queste opere furono presentate anche alla XIV Triennale di Milano. Il vaso qui esaminato sembra invece dialogare soprattutto con la fase precedente e piรน pittorica di Tasca, quella degli anni Cinquanta e dei primi Sessanta, quando l’artista lavorava ancora sul vaso tornito come superficie sulla quale sperimentare smalti, segni, grafismi e geometrie. Proprio la combinazione tra fondo verde, segno scuro astratto, forma essenziale e possibile provenienza dall’ambiente dell’Istituto d’Arte veneziano costituisce il nucleo della nostra attribuzione, una convergenza di elementi tecnici, stilistici e biografici che rende Alessio Tasca il riferimento piรน convincente tra gli artisti presi in esame che si sono formati presso l’Istituto Statale d’Arte dei Carmini di Venezia.

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