Vaso in ceramica con volto di donna stilizzato, realizzato da Giuseppe Capogrossi per la “ARS DERUTA”, pezzo unico, fine XX secolo.
€1,340.00
Descrizione
MISURE: Altezza: 24 cm ; Diametro: 12 cm ; Peso: 0,867 Kg
CONDIZIONI: Ottime condizioni generali.
Descrizione dell’oggetto:
Favoloso vaso in ceramica maiolicata, interamente modellato su tornio e decorato a mano, realizzato dal celebre artista Giuseppe Capogrossi e firmato sotto la base dalla manifattura perugina “Ars Deruta” e sotto al ritratto centrale รจ presente la scritta “Roma”, realizzato nella seconda metร del XX secolo. Decoro centrale raffigurante un volto di donna stilizzata, nello stile del design degli anni 50, coronata da una decorazione geometrica astratta. Abbiamo messo nell’ultima foto subito dopo quelle dell’oggetto, un vaso con un decoro chiamato “Decoro Capogrossi” simile al decoro a scacchiera con riquadri colorati presente sul nostro vaso; poi abbiamo messo la foto di un suo dipinto intitolato “Superficie 686” raffigurante un volto di donna con decoro rigato che si avvicina al decoro rigato presente sul nostro vaso, solo molto piรน stilizzato, ed infine abbiamo messo la foto di un altro dipinto dove si vede che questo artista usava colori puri e precisamente il giallo, il rosso, il blu, il verde ecc. ed in alto c’รจ una linea con dei riquadri colorati del tutto simili a quelli presenti sul nostro vaso. Tutto questo a conferma della nostra attribuzione, anche se la definitiva prova che la paternitร di questo vaso va attribuita a Giuseppe Capogrossi รจ il fatto che lui collaborรฒ, intorno agli anni ’60, con la Ars Derutae, e la datazione del vaso รจ in linea, inoltre fu l’unico artista e ceramista romano a collaborare con questa manifattura perugina, quindi la scritta “Roma” sotto il ritratto della donna puรฒ significare solo che il vaso รจ suo.
Informazioni utili per la valutazione dell’oggetto:
Da una ricerca online ci risulta che i quattro risultati piรน alti raggiunti dai dipinti di Giuseppe Capogrossi vanno da 280.000 euro a 330.000 euro piรน diritti d’asta. Mentre per le ceramiche vanno da 1.400 ad oltre 21.000 euro. Questo per dare un’idea dell’importanza di questo artista. Vaso rarissimo, pezzo unico, realizzato da un’importante artista romano.
Informazioni su artista e/o manifattura:
Giuseppe Capogrossi, uno dei maggiori pittori italini del Novecento, nasce a Roma nel 1900. Dopo aver ottenuto la laurea in giurisprudenza inizia, alla metร degli anni Venti inizia a dedicarsi alla pittura divenendo allievo di Felice Carena. Nel 1927 esordisce alla Galleria Doria in una collettiva di pittura con Antonietta Rafael, Mario Mafai e Scipione. Trasferitosi a Parigi, dove rimane fino al 1933, conosce Modigliani e Rousseau e, insieme a Corrado Cagli ed Emanuele Cavalli fonda il gruppo de “l’รฉcole de Rome” con il quale espone alcuni quadri di carattere realista alla “Galerie Bonjean”. Partecipa alle Biennali di Venezia del 1930, ’34 e ’36 e alla II e III Quadriennale di Roma e la sua pittura inizia ad evolvere in direzione di una significativa semplificazione della forma fino ad orientarsi, intorno alla fine degli anni Quaranta, verso l’astrattismo realizzando i suoi primi caratteristici segni uncinati che saranno esposti per la prima volta a Roma. Nel 1932 espone in una collettiva alla Galleria di Roma e l’anno dopo alla Galleria Il Milione di Milano. Nel 1935 partecipa alla collettiva “Exibition of Contemporary Italian Painting” di San Francisco. Nel 1939, nel ’40 e nel ’42 partecipa al Premio Bergamo. Dal 1940 รจ titolare della cattedra di Figura al Liceo Artistico di Roma incarico che mantiene fino al 1966. Nel dopoguerra rinnova il suo linguaggio pittorico affacciandosi all’astrattismo e espone il frutto dei suoi nuovi lavori nel 1947, alla Galleria Il Cortile di Roma. Nel 1949 aderisce al gruppo Origine e nel 1953 รจ tra i firmatari del VIยฐ Manifesto Spazialista, con Lucio Fontana, Gianni Dova e Roberto Crippa. Nel 1950 realizza un’importante personale alla Galleria del Secolo di Roma, replicata poi alla Galleria il Milione di Milano e alla Galleria del Cavallino di Venezia. Nel 1951 partecipa, unico italiano, alla mostra Vรฉhรฉmences Confroontรฉes. Negli anni Cinquanta Capogrossi, dopo una prima esperienza presso la fabbrica vietrese di Raffele Pinto, si avvicina alla ceramica e, nel 1957, realizza alcuni lavori in terracotta decorata sotto vernice presso la manifattura albisolese “M.G.A.” di proprietร della famiglia Mazzotti e oggi conservati al “Museo Mazzotti”. Sempre degli anni Cinquanta รจ la collaborazione di Capogrossi con alcune fornaci di ambito romano. Intorno alla fine degli anni Cinquanta contribuisce, offrendo gratuitamente la sua opera, alla realizzazione del Lungomare degli Artisti di Albisola. Tra la fine dei Cinquanta e i primi Sessanta realizza il disegno di alcuni decori per la manifattura derutese “Ars Deruta”. Nel 1960 รจ invitato alla Biennale d’Arte di Tokio. Nel 1962 รจ insignito del Premio per la pittura alla Biennale di Venezia, ex aequo con Ennio Morlotti. Dal 1966 รจ docente all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Successivamente Capogrossi torna a Roma, nel suo studio di via Terme Deciane 12, dove muore nel 1972.






























































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