Vaso “camaleonte” in ceramica, realizzato dalla manifattura della Galvani di Pordenone, Italia.
€449.00
Descrizione
MISURE:
Altezza: 19,5 cm ; Diametro: 23 cm ; Peso: 2,095 Kg
CONDIZIONI:
Ottime condizioni generali, solo una filatura che dalla bocca arriva a meno di metร vaso, vedi le foto.
Descrizione dell’oggetto:
Vaso in ceramica smaltata realizzato interamente a mano su tornio a grandi anelli concentrici di grandezza digradante, dall’alto verso il basso. Smaltata ed interamente decorata all’aerografo, con bellissime sfumature che vanno dall’azzurro al viola, firmato sotto la base Galvani Pordenone con il marchio utilizzato fino al 1968 e numero catalogo con codice decoro. Questo vaso รจ stato realizzato da Angelo Simonetto per la manifattura di Galvani dal 1920 al 1930 in pieno stile futurista ed รจ chiamato “vaso camaleonte” per la forma ad anelli concentrici e per il colore che cambia dall’azzurro al viola cambiando l’angolo visuale.
Informazioni utili per la valutazione dell’oggetto:
Da una ricerca su internet ci risulta che le quotazioni d’asta per le ceramiche di questa manifattura vanno da un minimo di 400-500 euro, per gli oggetti piรน piccoli e meno pregiati, fino ad arrivare a stime massime di ben 5.000-7.000 euro, per un vaso alto solamente 28 cm. Considerate poi che al prezzo del martello vanno aggiunti i diritti d’asta del 25-30%. Infine abbiamo trovato un vaso molto simile al nostro, modello “camaleonte”, che รจ stato quotato nel lontano 2006 Sant’Agostino di Torino, ben 1.500-2.000 euro. La nostra richiesta รจ molto inferiore al valore reale del vaso anche in considerazione della leggera filatura presente nel vaso.
Informazioni su artista e/o manifattura:
La manifattura ceramica “Galvani” di Pordenone viene fondata nel 1811 da Giuseppe Galvani. Dal 1823 i manufatti, in terraglia dura, usciti dalla fabbrica “Galvani” vengono marcati con il simbolo grafico di un’ancora. Nel 1836 la manifattura diviene di proprietร del nipote di Giuseppe, Andrea, nel 1855 รจ ereditata dai fratelli Giuseppe e Giorgio, che per primi utilizzano il simbolo del galletto come marchio di fabbrica. Nel 1885 diviene titolare della ditta Luciano, figlio primogenito di Giorgio. Nel 1911 la gestione della fabbrica passa ad Andrea Galvani che ne muta ragione sociale in “Societร Anonima Andrea Galvani” e il simbolo grafico in un galletto stilizzato, o la testa di un gallo, uniti ad una G. Nel 1921 la fabbrica, distrutta da un grande incendio, viene ricostruita in modo moderno e questo permette di realizzare una produzione piรน vasta ed eterogenea.
In questi anni la ditta si avvale della collaborazione di Teonesto Deabate, Eugenio Polesello e Gino Rossi. A partire dall’inizio degli anni Venti, sotto la direzione artistica di Angelo Simonetto, e successivamente negli anni Trenta con la collaborazione di Armando Pizzinato e Roberto Rosati, la manifattura lascia la tradizionale produzione e comincia a realizzare opere di sapore modernista spesso decorate con disegni all’aerografo con l’uso di mascherine. In questi anni nei locali della manifattura รจ attiva una scuola di ceramica tra i cui allievi troviamo Loris Dell’Anese.
Tra i collaboratori di questi anni, esterni alla manifattura, che realizzano modelli per la produzione ricordiamo il faentino Anselmo Bucci. Nel 1925 Teonesto Deabate lascia la ditta per trasferirsi, alcuni mesi dopo, alla “Lenci”. Nel 1929 la ditta, che si distingue per gli interessanti tentativi di rinnovamento stilistico e cromatico, realizza un servizio da tavola su disegno di Giacomo Balla. Nel 1930, grazie all’ereditร di famiglia, la manifattura diviene di proprietร esclusiva di Andrea Galvani. Nello stesso anno Anselmo Bucci fornisce alcuni modelli alla manifattura. Nel 1933 la “S.A. Galvani” di Pordenone presenta, con successo, alcuni interessanti vasi in terraglia alla V Triennale di Milano. Nel 1938 inizia la sua collaborazione con la ditta il pittore e scultore Ruffo Giuntini che si protrarrร fino al 1942 lasciando un profondo segno di rinnovamento nella produzione. Nel 1939 la direzione della manifattura passa a Pino Galvani che mantiene i temi decorativi di sapore novecentista, tipici della manifattura, fino alla metร degli anni Quaranta. Nel 1942 la “Galvani” รจ presente alla Biennale di Venezia. Nel secondo dopoguerra, a causa di un mancato rinnovamento artistico tecnologico, la produzione della “Galvani” assume un orientamento piรน commerciale che non trova grandi riscontri sul mercato e, nel 1969, la manifattura, ancora attiva ma ormai in netto declino, viene ridimensionata trasferita in localitร Villanovia. Di questi anni รจ la collaborazione con la “Galvani” di Clarimbaldo Tognana. Nel 1973 la ditta diviene di proprietร di Ugo Orlandi che, a sua volta, nel 1979, la cede alla “Tognana Ceramiche”. Nel 1983 la “Galvani” viene chiusa per riaprire, ad opera di Enrico e Giorgio Galvani, come piccolo laboratorio ceramico che da lavoro a due sole operaie fino alla definitiva chiusura, avvenuta nel 2000.




















































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