Vaso a forma di ciotola in vetro verde pulegoso di Murano con murrine, Italia, 1900, attribuibile a Carlo Scarpa per Venini
€359.00
Descrizione
MISURE:
Altezza: 14 cm; Larghezza: 22,5 cm ; Profonditร : 12 cm ; Peso: 2,260 Kg
CONDIZIONI:
Perfette in tutto e per tutto.
Descrizione dell’oggetto:
Fantastico vaso a ciotola di Murano in vetro soffiato, sommerso, pulegoso a piccole bolle ed incamiciato, realizzato con la tecnica del sommerso unendo un’anima centrale di vetro verde, precedentemente passata su un piano con una serie di punte per creare il vetro pulegoso (bolle d’aria) al momento dell’unione con uno strato di vetro esterno trasparente, ed infine il vaso viene incamiciato da uno strato di vetro bianco. Rifinito con due cordoni in vetro trasparente applicati a caldo con la parte finale allargata e arricchita con l’inclusione da due grandi murrine in pasta di vetro bianco e arancio. Vaso di buone misure, non firmato, databile intorno alla metร del XX secolo ed attribuibile a Carlo Scarpa per le vetrerie di Venini. Vaso piuttosto grande, dal peso di ben oltre due chilogrammi.
Informazioni utili per la valutazione dell’oggetto:
Da una ricerca su internet ci risulta che Carlo Scarpa ha realizzato molti vasi a ciotola molto simili al nostro in vetro pulegoso sommerso (molto spesso) di colore trasparente verde, esattamente come la nostra ciotola e i prezzi di questo tipo di vetri all’asta o in vendita nelle migliori piattaforme di vendita di oggetti d’arte e antiquariato vanno da un minimo di 600 euro fino a 1.500-2.000 euro sempre piรน diritti d’asta del 25-30%. Da considerare che la nostra ciotola, a differenza di quelle che abbiamo trovato รจ anche arricchita da due grandissime e bellissime murrine.
Informazioni su artista e/o manifattura:
Laureatosi allโAccademia di Belle arti di Venezia, qui si dedica allโinsegnamento universitario che continua con diverse cariche fino al 1977. Carlo Scarpa si รจ affermato nel secondo dopoguerra grazie a importanti allestimenti, in particolare a Venezia: la mostra di Paul Klee per la XXIV Biennale, il Padiglione del libro dโarte del 1950 e il Padiglione Italia alla XXVI Biennale. Nel 1932 ha iniziato a lavorare con VENINI, diventandone il direttore artistico fino al 1946. Un lungo periodo durante il quale ha lasciato un segno indelebile nel mondo della Fornace, per il disegno di modelli passati alla storia e per la ricerca delle tecniche piรน raffinate.




























































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