Studio Del Campo, Torino – Scatola Tibor / khabia in rame smaltato, Vintage, Anni ’60.
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Descrizione
MISURE:
Altezza: 14 cm; Diametro pancia: 16,5 cm
CONDIZIONI:
Perfetto, in tutto e per tutto.
Descrizione dell’oggetto:
Favolosa rara scatola in rame interamente realizzata a mano ed arricchito da smalti a lustro. Questo pregevole contenitore bi-conico con coperchio (storicamente identificato come “tibor” o “khabia”) costituisce una rara e significativa testimonianza delle arti decorative italiane del secondo dopoguerra, stilisticamente e tecnicamente attribuibile alla produzione d’avanguardia dello Studio Del Campo di Torino, attivo a partire dalla fine degli anni Cinquanta. L’attribuzione poggia su rigorosi elementi riscontrabili sia nella prassi manifatturiera sia nelle scelte iconografiche della bottega piemontese: a differenza della contemporanea scuola padovana di Paolo De Poli, orientata verso un purismo vitreo e monocromo, il presente lotto manifesta la caratteristica inclinazione dello studio torinese per la reinterpretazione in chiave modernista di stilemi geometrici di matrice etnica e primitiva, che in questo specifico esemplare rievocano le grafie geometrico-moresche dell’Africa settentrionale. Il manufatto รจ stato realizzato partendo dalla sagomatura e sbalzatura manuale di una lastra di rame, sulla quale sono stati applicati ossidi metallici e polveri vetrose cotti in forno ad altissime temperature. Il corpo cilindrico inferiore e il coperchio troncoconico, sormontato da una presa ad anello svasato, sono decorati sotto vetrina con motivi geometrici ed ogive che racchiudono losanghe stilizzate, giocate su una vibrante tavolozza di blu cobalto e bianco-grigiastro. L’esame dell’interno rivela un massiccio rivestimento in contro-smalto nero con finitura puntinata “a polvere di stelle”, steso con funzione protettiva per stabilizzare le tensioni strutturali del metallo in fase di cottura, mentre il fondo esterno mostra la lastra di rame nuda e spianata manualmente. L’assenza di una firma esplicita, pratica ricorrente nei complementi d’arredo complessi e nei pezzi unici da esposizione della manifattura, non inficia la genesi esecutiva del pezzo, il quale si conserva in eccellente stato d’epoca, privo di salti di smalto o restauri. L’assenza di una firma esplicita o di un punzone inciso sul metallo costituisce una prassi ampiamente documentata e ricorrente nella produzione della manifattura torinese, non inficiando in alcun modo la certezza filologica dell’attribuzione. Lo Studio Del Campo, infatti, era solito contrassegnare gran parte dei complementi da tavolo e dei cofanetti destinati ai circuiti delle gallerie d’arte o dei negozi d’arredamento d’avanguardia mediante l’esclusivo utilizzo di etichette cartacee o adesivi argentati, elementi che nel corso dei decenni andavano inevitabilmente perduti. In assenza di un marchio grafico, l’autenticitร dell’opera viene tuttavia confermata dalla cosiddetta “firma materica” e costruttiva del pezzo: la scelta di lasciare la lastra di rame nuda, spianata, ma priva di rivestimento sul fondo esterno, unita all’applicazione interna del caratteristico contro-smalto nero lucido puntinato “a polvere di stelle”, rappresenta un protocollo tecnico esclusivo e inequivocabile della bottega piemontese. Tali dettagli, congiuntamente alla specifica granulositร del pigmento blu cobalto steso a gran fuoco, elevano l’oggetto a raro pezzo per il collezionismo d’รฉlite.
Informazioni utili per la valutazione dell’oggetto:
Il valore commerciale del rame smaltato d’autore del Novecento italiano registra da anni una costante e solida rivalutazione da parte del collezionismo internazionale, particolarmente attento ai manufatti che uniscono l’alto artigianato d’arte alle correnti del design d’avanguardia. I capolavori storici di Paolo De Poli, in special modo i pannelli monumentali o i complementi d’arredo realizzati in collaborazione con l’architetto Gio Ponti, rappresentano i vertici del settore, con aggiudicazioni nelle aste d’รฉlite che superano regolarmente i 3.500 euro. Per quanto concerne specificamente le opere dello Studio Del Campo di Torino, le grandi placche decorative e i vasi monumentali con decori astratti o graffiti di matrice spazialista godono di un posizionamento di assoluto rilievo su piattaforme globali come 1stDibs e Pamono, dove vengono correntemente proposti a cifre comprese tra i 1.200 ed i 2.000 euro. Gli oggetti da scrittoio o da tavolo di forma mossa e complessa, quali scatole con coperchio e cofanetti bi-conici interamente smaltati a gran fuoco analoghi al presente lotto per stile ed eccellente stato di conservazione, si collocano stabilmente sul mercato antiquariale in una forbice di valore compresa tra i 500 ed i 750 euro. Una stima, questa, ampiamente supportata dalla spiccata raritร della foggia e dalla crescente richiesta internazionale di smalti torinesi d’epoca.
Informazioni su artista e/o manifattura:
Lo Studio Del Campo viene fondato a Torino nel 1957 da un sodalizio di quattro giovani artisti e artigiani, Virgilio Bari, l’orafo Euclide Chiambretti, il pittore Lidia Lanfranconi e l’architetto Igino De Stefano, uniti dal comune intento di esplorare le potenzialitร espressive e plastiche dello smalto a gran fuoco su metallo. Ispirati dalle ricerche spazialiste e informali che stavano rivoluzionando le arti visive piemontesi, i membri dello studio seppero svincolare la tecnica dello smalto dalla rigida tradizione figurativa, introducendo texture rugose, graffiture grafiche su foglia d’argento e audaci accostamenti geometrici di sapore primitivo che valsero alla manifattura un immediato successo critico. Nel corso di quarant’anni di ininterrotta attivitร , lo Studio Del Campo ha conseguito i suoi piรน importanti risultati artistici partecipando a storiche rassegne espositive, tra cui le Triennali di Milano e le mostre dedicate all’artigianato d’arte a Firenze e all’estero, culminando nella celebre mostra antologica “Non perdiamo lo smalto” organizzata per celebrare la storia dell’atelier. Le loro creazioni, oggi conservate in importanti collezioni private e musei dedicati alle arti applicate del Novecento, sono celebrate per aver saputo coniugare la sapienza tecnica della vetrificazione a caldo con la libertร espressiva e concettuale del design contemporaneo.
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