Scultura Venere seminuda in porcellana, realizzata da Charles-André van Loo, XVIII secolo, Francia.
€799.00
Descrizione
MISURE:
Altezza: 32 cm; Larghezza: 18 cm; Profondità: 16 cm
CONDIZIONI:
Buone condizioni generali.
Descrizione dell’oggetto:
Meravigliosa scultura in finissima porcellana bianca “Blanch de Chine” a pasta dura vetrificata, con base in profondo blu di Sevres, rifinita in oro zecchino, raffigurante una Venere seminuda con velo e cesto di fiori sul retro, firmata sulla base “Van Loo” incusso nell’impasto ceramico con pennino metallico, realizzata in Francia da Charles-André van Loo intorno alla metà del XVIII secolo. La firma presente sulla scultura corrisponde esattamente come calligrafia alla firma che abbiamo trovato registrata su un sito di aste, come potete vedere dall’ ultima foto.
Informazioni utili per la valutazione dell’oggetto:
Sculture di tale artista sono estremamente rare da trovare, essendo principalmente un pittore, più che uno scultore. Nelle rare sculture che ha realizzato venivano raffigurati soggetti classici ripresi dai suoi numerosi dipinti. Nelle ultime foto abbiamo messo un’altra delle sue rare sculture, sempre in stile neo classico, un putto baccanale in bronzo, purtroppo non essendo abbonati al sito non è illustrata la quotazione. La nostra Venere è una sua famosa scultura molto probabilmente ripresa da un suo dipinto. Ne sono state realizzate molte riproposizioni e copie, nel XIX e nel XX secolo, da diversi artisti ma che non hanno nulla a che vedere con questa, veramente antica e di altissima qualità. Per avere un’ idea del valore delle opere di Charles-André Van Loo abbiamo fatto una rapida ricerca sul web e abbiamo trovato che i quattro più alti risultati d’asta raggiunti dai suoi dipinti ad olio vanno da circa 170 mila a circa 250 mila euro, a cui vanno aggiunti i diritti d’asta del 25-30%.
Ultime Considerazioni Sull’oggetto:
La porcellana utilizzata è sicuramente quella del XVIII secolo, ricca di caolino, bianca lattiginosa e corposa, molto pesante, con varie filature di cottura dovute ai forni a legna di un tempo, inoltre presenta diversi fori sul retro, realizzati introducendo un lungo ferro appuntito nell’impasto prima della cottura, appositamente realizzati per far fuoriuscire il calore, evitando che l’oggetto si spaccasse durante la cottura, tecnica utilizzata prevalentemente nel XVIII secolo, quando le sculture erano di porcellana piena e non cava, ecco anche il perché del notevole peso. Altissima la qualità artistica e ottima la vetrificazione, dovuta ad un’impasto porcellanico ricco di feldspati. Bella la base in pieno blu Sevrès, rifinita in oro zecchino, probabilmente la scultura è stata cotta nei forni della manifattura francese nel XVIII secolo su commissioni dell’artista.
Informazioni su artista e/o manifattura:
Charles-André van Loo (1705–1765), ancora giovane, seguì il fratello maggiore in viaggio presso la città di Torino e nel 1712 si spostò a Roma, dove studiò nella scuola del pittore italiano Benedetto Luti, conoscendo anche lo scultore francese Pierre Legros. Nel 1723 lasciò l’Italia per trasferirsi a Parigi dove ricevette, nel 1727, un premio per un quadro di soggetto storico, battendo il suo futuro rivale François Boucher. Dopo essere tornato a Torino, venne chiamato da Vittorio Amedeo II di Savoia, re di Sardegna, per il quale Charles-André dipinse una serie di illustrazioni raffiguranti scene tratte dai poemi di Torquato Tasso oltre a lavorare a diversi affreschi per la Palazzina di caccia di Stupinigi. Nel 1733 si unisce in matrimonio con la cantante Cristina Antonia Somis. L’anno successivo tornò a Parigi e nel 1735 divenne membro dell’Académie royale de peinture et de sculpture, ruolo che consacrò la sua fama di pittore. Nello stesso periodo dipinge preziose sovrapporte per l’Hôtel de Soubise di Parigi, la residenza dei principi Rohan-Soubise. Nel 1762 infatti fu nominato pittore ufficiale alla corte di Luigi XV e venne decorato con le insegne dell’Ordine cavalleresco di San Michele. Il figlio, Jules César Denis Van Loo fu suo allievo, specializzato in paesaggi. Charles-André van Loo morì a Parigi nel 1765.




























































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