Scultura di caprone in ceramica, attribuito a Richard Dölker, Vietri periodo tedesco, 1900.
€715.00
Descrizione
MISURE:
Altezza: 20,5 cm; Larghezza: 14 cm; Profondità: 24 cm ; Peso: 1,585 Kg
CONDIZIONI:
Ottime condizioni generali, qualche piccola chips sparsa qua e la.
Descrizione dell’oggetto:
Meravigliosa grande scultura in ceramica smaltata e vetrificata, interamente modellata e decorata a mano, raffigurante un caprone, opera non firmata, databile nei primi decenni del XX secolo tra il 1920 ed il 1950. Questo imponente e pregevole caprone scultoreo in ceramica maiolicata rappresenta un’opera fittile di straordinaria forza plastica ed impatto visivo, proveniente dal celebre distretto artistico di Vietri sul Mare. Il manufatto, caratterizzato da dimensioni significative (20,5 cm di altezza, 24 cm di lunghezza e 14 cm di larghezza), è interamente modellato a mano e decorato a pennello sotto vetrina lucida. Il corpo dell’animale è capillarmente rivestito da un’esuberante teoria di protuberanze coniche applicate a rilievo, esaltate da una vivida tavolozza cromatica dove caldi toni di giallo ocra e arancio sfumano in fredde sfumature verde prato. La testa, dal modellato fiero ed arcaico, è sormontata da maestose corna ritorte ritmate da fitte zebrature in bruno manganese. Sebbene l’opera non presenti marchi o sigle sotto la base, una rigorosa analisi formale ci conduce a proporre l’affascinante e plausibile attribuzione alla mano del grande maestro tedesco Richard Dölker (1896–1955), figura cardine del “Periodo Tedesco” vietrese. Diversi elementi stilistici supportano fortemente questa suggestiva ipotesi: in primo luogo, la vigorosa concezione tridimensionale e la complessa plasticità scultorea, ben distanti dalle forme bidimensionali e pittoriche tipiche della coeva Irene Kowaliska. Secondariamente, il soggetto zoomorfo del caprone risponde perfettamente al misticismo pastorale ed arcaico prediletto da Dölker, così come le fitte striature geometriche e tribali delle corna, che richiamano la sua tipica grafia espressiva, lasciando aperto il dubbio filologico se si tratti di un capolavoro non siglato degli anni ’30 realizzato da Richard Dölker.
Informazioni utili per la valutazione dell’oggetto:
Il posizionamento economico di questa scultura è strettamente legato allo scioglimento del dubbio attributivo, configurando due scenari di mercato ben distinti e di grande interesse per i collezionisti. Qualora l’opera venisse confermata come una superba riedizione d’officina d’alta bottega derivata dai suoi calchi d’archivio (eseguita in questo caso, dalla manifattura C.A.S. Solimene di Vietri sui modelli storici in archivio), il suo valore commerciale specifico si attesterebbe stabilmente su una fascia compresa tra i 500€ ed i 700€, cifra giustificata dall’eccellente stato di conservazione, dalle generose misure della scultura e dalla rarità del soggetto rispetto ai più comuni asinelli. Viceversa, qualora ulteriori studi o l’eventuale tracciabilità di una provenienza illustre dovessero confermare in modo definitivo la paternità autografa a Richard Dölker, il valore dell’oggetto subirebbe una rivalutazione esponenziale. Le sculture zoomorfe uniche e autentiche di Dölker risalenti all’anteguerra sono infatti considerate capolavori museali e registrano passaggi nelle principali case d’asta nazionali ed internazionali con aggiudicazioni che oscillano stabilmente tra i 1.500€-3.000€ ed i 6000€-7.000€ sempre in base alle misure ed alla complessità della decorazione e della forma dell’oggetto. L’opera si presenta dunque come un acquisto di immenso fascino arredativo e collezionistico, con un potenziale speculativo di altissimo livello legato proprio al dubbio sulla sua attribuzione.
Informazioni su artista e/o manifattura:
Richard Dölker è stato l’indiscusso caposcuola e l’anima intellettuale del “Periodo Tedesco” di Vietri sul Mare, un’epoca d’oro (1920–1940) che ha ridefinito i confini della ceramica artistica italiana. Nato in Germania e formatosi in un clima intriso di espressionismo nordeuropeo, Dölker giunse in Costiera Amalfitana portando con sé una sensibilità artistica rivoluzionaria. La sua genialità risiedette nel saper fondere la millenaria tecnica ceramica locale con un linguaggio primitivista, mitologico e fiabesco, fortemente influenzato dalla grafica tribale e dalle divinità della natura. Lavorando per manifatture storiche come l’I.C.S. (Industria Ceramica Salernitana) di Max Melamerson, Dölker introdusse motivi iconografici inediti, popolando la maiolica campana di fauni, caproni, centauri e processioni religiose dalle cromie sature e dirompenti. Le sue opere, celebrate per la straordinaria sintesi tra forza plastica e decoro grafico, sono state esposte in storiche rassegne internazionali e sono oggi conservate nei più importanti musei di arti applicate, tra cui il Museo della Ceramica di Raito a Villa Guariglia, rimanendo un punto di riferimento imprescindibile per la storia del design del Novecento.




























































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