Scultura antropomorfa biomorfica informale in terracotta, firmato con monogramma G, attribuito Albisola.
€619.00
Descrizione
MISURE:
Altezza: 20,5 cm ; Larghezza: 18,5 cm ; Profonditร : 15 cm ; Peso: 2,200 Kg
CONDIZIONI:
Scultura in perfette condizioni.
Descrizione dell’oggetto:
Imponente e vigorosa scultura in terracotta pesante modellata interamente a mano a pezzo unico, alta 20,5 cm e dal peso rilevante rispetto all’altezza di 2,2 kg, databile tra gli anni ’50 e ’60. L’opera incarna pienamente l’estetica informale e spazialista del dopoguerra attraverso un’affascinante iconografia incentrata sul tema della metamorfosi biologica. La struttura antropomorfa centrale si erge come un fusto vegetale da cui si sviluppano due grandi elementi fogliari costolati, finemente incisi a stecca, che fungono da braccia o ali flessuose. Il vertice culmina in una corolla floreale aperta da cui emerge una creatura zoomorfa ed arcaica (simile a un piccolo rettile o drago), mentre l’intera composizione รจ avvolta sul retro da una grande valva striata che funge da guscio protettivo e trono espositivo. La tecnica di rivestimento utilizza uno smalto duro ad alto spessore e semivetrificato, ricco di ossidi metallici dalle tonalitร beige, ocra e grigio-azzurro polvere. L’esame della base rivela un grande foro quadrato centrale di sfiato per i gas di cottura, inoltre sono presenti due incavi rettangolari, uno purtroppo parzialmente colmato dalla colatura dello smalto in cottura, mentre nell’altro sembra modellata con lo smalto bianco la lettera “G” maiuscola, nitidamente impressa a crudo tramite un punzone o tassello geometrico rettangolare, unita alla sigla di catalogo d’atelier “5” tracciata a freddo. Dal punto di vista attributivo, pur condividendo il sapore materico e “pietroso” della cerchia di Guido Gambone, la presenza di un nitido monogramma “G” impresso a crudo entro un tassello rettangolare sposta l’attribuzione a nostro avviso, verso i laboratori d’avanguardia dell’asse Albisola-Faenza. Le asimmetrie tormentate ed il gusto per il grottesco biologico evocano in modo stringente le ricerche plastiche di maestri attivi nelle storiche fornaci liguri (come Agenore Fancello, Lucio Fontana nei suoi soggetti marini barocchi o scultori della cerchia della manifattura San Giorgio), dove la terracotta veniva contrassegnata con punzoni geometrici per mostre collettive e piegata ad una pura urgenza espressionista.
Informazioni utili per la valutazione dell’oggetto:
Il posizionamento commerciale di una scultura ceramica di questa densitร materica e complessitร stilistica si inserisce nel collezionismo specialistico della scultura italiana della metร del Novecento. Manufatti coevi in terracotta o gres di analogo impianto informale, siglati a monogramma o contrassegnati da marchi di mostra ma privi di firma esplicita per esteso, esprimono sul mercato dell’antiquariato e nelle aste di arti decorative una quotazione stimata tra i 500โฌ ed i 800โฌ, giustificata dall’unicitร del pezzo, dalla qualitร della smaltatura a gran fuoco e dall’imponente peso plastico. Per parametrare l’importanza di questo specifico ambito, basti considerare che le ceramiche scultoree d’avanguardia degli anni ’50 e ’60 firmate dai grandi maestri dell’Informale ligure e faentino (quali Carlo Zauli, Roberto Crippa o Agenore Fancello) ottengono costantemente risultati d’asta importanti, oscillando tra i 3.000โฌ e gli oltre 10.000โฌ per le terrecotte di grandi dimensioni. L’opera in esame, pur in regime di anonimato sul cognome dell’artefice, conserva un elevato valore estetico e strutturale che ne fa un pezzo di grande interesse da alta galleria, spostandosi nella parte piรน alta della fascia di prezzo indicata.
Informazioni su artista e/o manifattura:
La scultura ceramica informale degli anni ’50 e ’60 ha rappresentato un momento di rottura radicale nella storia dell’arte italiana, trasformando la terracotta da materiale artigianale a medium d’elezione per la grande scultura internazionale. Centri come Albisola Superiore e Faenza si trasformarono in laboratori a cielo aperto dove scultori, pittori e ceramisti collaboravano per distruggere la forma accademica a favore della materia pura. Questo movimento, guidato dalle intuizioni spazialiste di Lucio Fontana e dalle sperimentazioni chimiche sui gres e sulle terre forti, si focalizzรฒ sullo studio delle strutture primordiali: fossili, metamorfosi botaniche, escrescenze marine e gusci calcarei. Le opere nate in questo fervore artistico vennero celebrate nelle storiche edizioni del Premio Faenza e nelle Biennali di Venezia del dopoguerra, segnando un punto di non ritorno che tuttora influenza la scultura contemporanea e i cui capolavori sono esposti nei maggiori musei di arti applicate del mondo, come il MIC di Faenza e il Museo della Ceramica di Savona.




























































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