Pietro MELANDRI Faenza coppa vaso ciotola ceramica turchese DECO exfornace CALZI
€215.00
Descrizione
MISURE:
Altezza: 7,5 cm ; Diametro: 11 cm
CONDIZIONI:
Sono ottime in generale.
Descrizione dell’oggetto:
Ciotola in ceramica, interamente modellata a mano su tornio e smaltata in turchese, firmata dall’artista “M. Faenza”. Realizzata da Pietro Melandri nella prima metร del XX secolo, verso il 1920-1925 presso la ex Fornace Calzi.
Informazioni utili per la valutazione dell’oggetto:
Da una ricerca su internet ci risulta che Pietro Melandri vanta numerosissimi risultati d’asta e i quattro massimi risultati raggiunti vanno da 5.500 euro a 30.700 euro piรน i diritti d’asta del 25-30%. Poi, nelle ultime foto, abbiamo messo alcune tra le piรน importanti quotazioni d’asta del 2009-2010 con stime che vanno dai 2.800-3.000 euro fino anche a ben 11.000-13.000โฌ, il tutto per dare un’idea generale del valore delle ceramiche di Pietro Melandri. Poi abbiamo aggiunto le foto di una ciotola, molto simile alla nostra, stessa tecnica di smaltatura in turchese, l’unica differenza รจ che in quella pubblicata il particolare effetto ottenuto con il fuoco sugli smalti puntava a realizzare una stella marina all’interno della ciotola, mentre nella nostra l’obiettivo era decorare il bordo della ciotola. Questa tecnica fu utilizzata da Pietro Melandri all’inizio della sua carriera quando collaborava con la ex Fornace Calzi di Via Borsieri a Faenza intorno al 1920 e, come potete vedere anche nelle note biografiche che abbiamo messo nell’ultima foto con i vari marchi utilizzati dall’artista, la produzione in questa fornace fu molto limitata, ma di alto livello artistico, con modelli di Francesco Nonni, Domenico Baccarini e Arturo Martini.
Informazioni su artista e/o manifattura:
Pietro Melandri (Faenza, 1885 โ 1976) รจ stato un ceramista, pittore e decoratore italiano. Lavora come apprendista presso la fabbrica di ceramiche dei fratelli Minardi, in seguito conosce Domenico Baccarini e aderisce al suo cenacolo. Dopo un periodo nel salernitano, torna a Faenza a fine 1918, per prima cosa diventa direttore della fabbrica “Minardi” poi, nel 1919 apre con Paolo Zoli, con Francesco Nonni e con la collaborazione del chimico Ottorino Poli, la bottega di ceramiche artistiche “La Faience”, che รจ specializzata in oggetti decorati a lustro metallico, ispirati ai decori Liberty e a quelli Secessione viennese. Nel 1931 inizia anche una collaborazione con Giรฒ Ponti, per la decorazione di interni di transatlantici e di ville in Lombardia. Vasi di ceramica di Melandri sono acquisiti da Gabriele D’Annunzio, per la Stanza del Mascheraio, al Vittoriale degli Italiani. Nel 1931 Focaccia vende il fabbricato dove ha sede la fabbrica e Melandri, ormai unico proprietario della ditta, e da questo momento esegue unicamente ceramiche innovative e sperimentali, abbandonando la produzione piรน commerciale. Il suo marchio diventa un astore, inscritto in un cerchio e con la sola iniziale “M”, oppure con la scritta “P. Melandri Faenza” o “M. Faenza”. Nel 1966 la Biennale d’Arte Ceramica di Gubbio gli dedica una mostra antologica. Dal 1969 Melandri abbandona per l’etร la direzione della sua ditta, ma non smette di lavorare. Faenza gli dedica una mostra nel 1976, a un anno dalla sua morte. La fornace di Melandri ha prodotto ceramiche, utilizzando i suoi calchi, fino al 1986. Nell’ultima foto abbiamo messo alcune nozioni biografiche su Pietro Melandri e i marchi da lui utilizzati, nozioni che abbiamo qui riportato per comoditร .






















































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