Manlio Trucco per La Fenice – Vaso Déco in ceramica, elementi futuristi, Albisola 1900 .
€890.00
Descrizione
MISURE:
Altezza: 20 cm ; Larghezza: 14 cm ; Profondità: 13,3 cm ; Peso: 0,520 Kg
CONDIZIONI:
Ottime condizioni generali.
Descrizione dell’oggetto:
Splendido e rarissimo vaso in ceramica foggiato interamente a mano al tornio, caratterizzato da una raffinata morfologia a tulipano con fusto mosso da due pieghe trasversali che culminano nei due becchi asimmetrici della bocca leggermente svasata. Il corpo ceramico è rivestito da uno smalto bianco avorio con finitura satinata e opaca, magistralmente trattata all’acido per ottenere un sofisticato effetto materico “a buccia d’arancia”, che rende la superficie piacevolmente rugosa e vibrante al tatto. In perfetto contrasto cromatico, il bordo arrotondato della svasatura e la base troncoconica, scandita da anelli circolari in rilievo, sono decorati in una vibrante tonalità arancione, cifra cromatica d’elezione del repertorio Art Déco. Sotto la base è presente uno dei primi e più antichi marchi della manifattura “La Fenice” di Albisola, che colloca il pezzo all’interno della primissima e più esclusiva produzione artistica della fabbrica. L’opera è ascrivibile alla mano di Manlio Trucco, fondatore e massimo esponente della manifattura. L’eccezionalità della foggia plastica e la complessità tecnica della finitura superficiale si discostano nettamente dalla produzione standard dell’autore, elevando questo esemplare a pezzo di estrema rarità e di altissimo interesse collezionistico.
Informazioni utili per la valutazione dell’oggetto:
Nelle ultime foto si riportano numerose aggiudicazioni e quotazioni d’asta relative alla manifattura “La Fenice”. I passaggi sul mercato (compresi tra il 2004 e il 2012) attestano il consolidato valore commerciale della ditta, con punte d’eccellenza che sfiorano i €50.000 – €60.000 per i monumentali vasi realizzati in collaborazione con Lucio Fontana. Le opere storiche di Manlio Trucco coerenti con il presente lotto registrano stime d’ordinario comprese tra €400 – €600 e €2.000 – €2.500, variando in base alla rarità del modello, alle dimensioni e alla complessità del decoro. Trattandosi di riscontri d’asta storici, l’applicazione dei moderni coefficienti di rivalutazione monetaria e dell’inflazione ne attesta oggi un valore reale sensibilmente superiore. Si specifica, inoltre, che tali prezzi si riferiscono alle basi d’asta e ai prezzi di partenza, suscettibili di incremento in sede di gara, al cui risultato finale infine, andranno sempre aggiunti i diritti di commissione della casa d’aste (generalmente stimati tra il 25% e il 30%).
Informazioni su artista e/o manifattura:
Manlio Trucco (1884 – 1974) è stato un celebre pittore e ceramista italiano. Dopo gli studi a Genova presso l’Accademia Ligustica di Belle Arti sotto la guida di Luigi De Servi, si trasferisce a Parigi dove assimila pienamente il nascente gusto Art Déco. Nel 1921 rientra in Italia, ad Albisola Capo, inserendosi nell’organico della manifattura “La Casa dell’Arte” di proprietà di Angelo e Giulio Barile e Giuseppe Agnino; qui introduce per la prima volta nei laboratori albisolesi la tecnica della cottura a terzo fuoco per i riflessi metallici, che sarà in seguito oggetto di studio per grandi maestri del Novecento, tra cui lo stesso Lucio Fontana. Nel 1922 fonda, insieme a Cornelio Geranzani, la manifattura “La Fenice”, catalizzando attorno a sé figure del calibro di Adelina Zandrino, Mario Labò, Francesco Messina e Arturo Martini, con cui avvia un sodalizio artistico di eccezionale fecondità.La manifattura ottiene immediato prestigio internazionale partecipando alla I Biennale delle Arti Decorative di Monza (1923), all’Esposizione della Società di Belle Arti (1924) e alla celebre Esposizione Internazionale di Parigi (1925). Se nella grande produzione monumentale Trucco mantiene spesso i tradizionali cromatismi in azzurro su fondo bianco tipici dell’antico stile Savona, nella produzione fittile d’uso e d’arredo rielabora i temi dell’Art Déco fondendoli con stilemi desunti dalle arti popolari europee, in particolare russe e ungheresi. Celebre per i motivi a “rondini compenetrate” presentati a Monza nel 1923, la sua grammatica decorativa evolve dalla fine degli anni Venti verso palmette geometriche, simmetrie floreali stilizzate ed eleganti figure zoomorfe. La sua residenza d’artista ad Albisola Capo, progettata nel 1936 dall’architetto Mario Labò e dall’ingegner Fabris, è stata donata dallo stesso Trucco al Comune per farne un centro museale a disposizione degli artisti liguri. Il Museo Civico d’Arte Contemporanea “Manlio Trucco”, censito nel Catalogo Generale dei Beni Culturali, custodisce oggi la storia della maiolica ligure dal XV secolo ai giorni nostri, inclusi i celebri vasi da farmacia seicenteschi e settecenteschi e, nel giardino, la scultura monumentale “Battaglia” di Agenore Fabbri. Sempre nelle ultime foto abbiamo messo nozioni storiche aggiuntive sulla manifattura per chi volesse approfondire, con molti dei marchi utilizzati, tra cui il nostro, uno dei più antichi.
Ultime Considerazioni sull’oggetto:
Lo specifico design del vaso, caratterizzato da una bocca a cartoccio mossa e asimmetrica, un fusto slanciato a torsione geometrica e una base ad anelli concentrici arancioni, incarna perfettamente la transizione tra le linee sinuose del tardo Liberty e la scomposizione geometrica del Futurismo ligure degli anni ’20 e ’30. Il nostro vaso (Forma numero 784) riveste un eccezionale interesse per i collezionisti poiché, a fronte di un corpo ceramico monocromo e minimalista, affida la propria forza espressiva interamente alla complessa struttura plastica di matrice futurista. Il netto contrasto con i bordi e i cerchi concentrici color arancio acceso (tonalità simbolo delle avanguardie storiche della Riviera) rende l’opera un manifesto perfetto della grande stagione del Novecento albisolese.


































































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