Luigi Fabris – Scultura in porcellana, Dama veneziana con merletto e fiori, Crinolina, 1900.
€440.00
Descrizione
MISURE:
Altezza: 11 cm; Larghezza: 14 cm; Profonditร : 12 cm ; Peso: 0,577 Kg
CONDIZIONI:
Buone condizioni generali, piccole mancanze sul merletto (vedi foto).
Descrizione dell’oggetto:
Straordinaria scultura in finissima porcellana policroma vetrificata raffigurante una dama di corte, pregevole esempio dell’alto artigianato artistico italiano dei primi decenni del Novecento. L’opera raffigura una dama settecentesca idealizzata come allegoria del mese di “Maggio”, come indicato dal cartiglio barocco dipinto sul fronte della base rocaille impreziosita da lumeggiature in oro zecchino. La figura femminile si distingue per la grazia del volto finemente miniato, l’elaborata parrucca incipriata e un corpetto azzurro polvere completato da un bouquet di minutissimi fiori campestri. La maestosa ed ampia gonna, che poggia su uno strapuntino barocco dorato, รจ realizzata con la leggendaria e complessa tecnica del “merletto di porcellana” (o a trina sommersa): vero pizzo in cotone applicato a crudo sulla scultura, imbevuto di barbottina liquida e vetrificato durante la cottura ad altissime temperature, processo nel quale il tessuto brucia lasciando una trama di porcellana filigranata di incredibile realismo. Sotto la base, la scultura reca la firma calligrafica in rosso ferro ed il monogramma dell’ancora, che ne certificano l’attribuzione diretta alla celebre manifattura di Luigi Fabris. Da notare la superba resa espressiva degli occhi “da cerbiatta” tipica dell’artista e la maestria nella tecnica della trina della scultura, qualitร che hanno reso il marchio Fabris famoso in tutto il mondo.
Informazioni utili per la valutazione dell’oggetto:
Il mercato antiquario e collezionistico legato alle porcellane artistiche firmate da Luigi Fabris mantiene da decenni un posizionamento d’รฉlite, equiparabile alle storiche manifatture di Dresda, Meissen e Capodimonte. Le sculture monumentali di Fabris o i grandi gruppi con carrozze e scene galanti possono raggiungere nelle aste internazionali quotazioni comprese tra i 3.000โฌ ed i 7.000โฌ. Per quanto riguarda le figure singole di dame in costume settecentesco con lavorazione a merletto di medie e piccole dimensioni, il valore commerciale varia dai 500โฌ ai 750โฌ, in base alle esatte misure, alla complessitร della decorazione ed allo stato di conservazione del merletto, noto per la sua estrema delicatezza. Nel caso specifico di questo lotto, con misure raccolte di 11x14x12 cm, la presenza del titolo della serie (“Maggio”), l’autenticitร del marchio rosso ed il vecchio bollino d’asta cartaceo sul fondo sostengono fortemente la sua stima verso la parte piรน alta della forbice di prezzo indicata, configurandosi come un pezzo d’arte da collezione di indiscusso prestigio.
Informazioni su artista e/o manifattura:
Luigi Fabris รจ uno scultore e ceramista italiano. Nasce a Bassano del Grappa il 23 agosto del 1883 e studia all’Accademia di Belle Arti di Venezia, allievo di Antonio Dal Zotto. Nel 1911 dopo aver lavorato come modellatore presso la “Passarin” inizia la sua attivitร di imprenditore ceramista rilevando l’antica fabbrica bassanese dove era occupato. Nella sua manifattura realizza alcune statuette in porcellana raffiguranti cavalieri e damine in costume settecentesco, di squisita fattura, che lo rendono presto famoso sul mercato. Nel 1917, dopo la disfatta di Caporetto, ceduta la “Passarin” alla “Agostinelli & dal Prร ”, si ritrova profugo a Milano dove apre una nuova manifattura ceramica denominata “Fabris Ceramiche” e i suoi lavori in porcellana ottengono un sempre maggior successo sia in Italia che all’estero. Negli anni Venti Luigi Fabris viene eletto Capo Comunitร per la Ceramica della Lombardia e nominato Membro dell’Istituto Fascista Sperimentale della Ceramica. Nel 1929 presenta la sua produzione di porcellane alla Fiera di Lipsia, dove ottiene un importante successo commerciale. Nel 1942 la fabbrica di Milano viene completamente distrutta da un bombardamento e dopo la guerra Luigi Fabris torna a Bassano del Grappa, sua cittร natale, dove rifonda, nuovamente, la sua manifattura. La sua produzione รจ costituita da statuette di damine, cavalieri e scene galanti con personaggi in abiti settecenteschi e i lavori sono marcati con un’ancora simile a quella utilizzata nel Settecento dalla manifattura “Cozzi” Luigi Fabris muore nella sua cittร natale nel 1952, lasciando la manifattura al figlio Augusto che la conduce fino al 1979 quando la cede alla societร Elite che acquista anche i diritti alla riproduzione dei pezzi storici. Il grande successo ottenuto da questo artista รจ ulteriormente confermato da un bellissimo aneddoto. Luigi Fabris, fu invitato dal celebre poeta italiano Gabriele D’Annunzio per la commissione di 8 sculture da realizzare sui disegni del poeta, e Benito Mussolini, in visita al Vittoriale, villa sulle rive del lago di Garda, ultima dimora di Gabriele D’Annunzio prima della sua morte, invidioso di questa commissione ordinรฒ a Luigi Fabris di realizzare una scultura che lo ritraesse a figura intera, in seguito l’artista fu chiamato una seconda volta per la commissione di una una scultura che ritraesse il Duce a cavallo che doveva essere realizzata a Roma. Quando iniziarono i lavori, perรฒ, venne ritrovata una catacomba nel sottosuolo e i lavori vennero interrotti, e la scultura non venne mai realizzata, rimase solo un bozzetto dell’opera.




























































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