Lalique – Posacenere Déco in cristallo con testa di leone in bassorilievo, Francia, 1900.

€145.00

Marca: Lalique
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Descrizione

MISURE:
Altezza: 4,8 cm; Diametro: 14,5 cm

CONDIZIONI:
Buone condizioni generali, solo un piccolo graffio sul naso del leone, guardate bene tutte le foto.

Descrizione dell’oggetto:
Spettacolare, rarissimo portacenere in cristallo, lavorato a bassorilievo con testa di leone, trattato con acidi e firmato dalla manifattura Lalique France a punta di diamante, databile nei primi decenni del XX secolo. L’oggetto è stato realizzato in pieno stile Art Déco ed è di altissimo livello artistico, una gran quantità di cristallo, di elevato spessore e molto pesante in confronto alle misure.

Informazioni utili per la valutazione dell’oggetto:
Tutti conoscono il valore dei cristalli realizzati da René Lalique, da una ricerca su internet ci risulta che i quattro risultati più alti per i suoi vetri vanno da 190.000 a 307.000 euro, più i diritti d’asta del 25-30%, questo solo per dare un’idea dell’importanza delle opere di questo artista. Poi andando più nel particolare, ci risulta che posacenere simili al nostro vengono proposti in vendita o all’asta da un minimo di 400-500 euro fino a quasi 1.000 euro a seconda delle dimensioni e della lavorazione del singolo oggetto.

Informazioni su artista e/o manifattura:
A dodici anni ottenne il primo premio in disegno allo storico liceo Turgot di Parigi. A sedici anni iniziò l’apprendistato presso il laboratorio del gioielliere Louis Aucoc. Dopo aver seguito un corso di perfezionamento al Sydenham Art College di Londra, tornò a Parigi dove cominciò a disegnare gioielli per rinomate case, quali Aucoc, Cartier, Hamelin, Boucheron. Visitando le esposizioni universali di Parigi, era rimasto particolarmente impressionato dall’arte giapponese contemporanea, che per lui fu una delle più importanti fonti di ispirazione. Dal 1882 si propose come creativo indipendente disegnando per diverse case, fino a mettersi in proprio nel 1885. Già da alcuni anni aveva cominciato a sperimentare sul vetro e con questo materiale, tagliato, cesellato, fuso o smaltato, realizzava pietre “semipreziose” che incastonava nei suoi gioielli e si cimentava in accoppiamenti con altri materiali (soprattutto metallo-vetro) o nella creazione di oggetti particolari come i flaconi di profumo, fino ad allora concepiti come anonimi contenitori e, da allora in poi, come emblemi essi stessi di un lusso accessibile a un numero sempre crescente di persone. I vasi di vetro incolore rivelavano il loro contorno solo attraverso la luce che, nel contrasto dato dalla densità del materiale pressato, traspariva evidenziandone il disegno. Contemporaneamente alla produzione a carattere industriale dei pressati e modellati, Lalique realizzava pezzi unici su commissione. La consacrazione internazionale arrivò nel 1900 all’Esposizione universale di quell’anno, dove venne esposto, tra gli altri, un gioiello a forma di libellula, commissionato dal magnate Calouste Gulbenkian e fatto indossare a Sarah Bernhardt, il che ne decretò un successo immediato. L’originale sintesi tra forme vegetali, animali e umane nell’ambito dell’Art Nouveau si traduceva nella creazione di pezzi realizzati assemblando diversi materiali (vetro, metallo, smalto, avorio, corno) e applicando una grande varietà di tecniche. Lalique riprendeva quindi la tradizione ma, affidandosi all’originalità del disegno e alla qualità della lavorazione più che al valore del materiale utilizzato, dimostrava che arte e industria non erano incompatibili, sempre che venisse rispettata la qualità. Dopo la grande guerra, il pubblico sembrava aver perso interesse verso gli oggetti colorati e fantasiosi che avevano determinato il successo di Lalique: questi pertanto decise di riconvertirsi alle linee neoclassiche e geometriche dell’art déco, cercando di introdurre il concetto di lusso negli oggetti quotidiani quali piatti, vasi, candelabri e anche tappi da radiatore di automobili che, essendo a tutti gli effetti delle sculture, divennero presto segno distintivo di eleganza. In questo ambito gli furono commissionate anche decorazioni di strutture architettoniche come la sala da pranzo del transatlantico Normandia, lucernari in vetro e fontane. La sua attività si interruppe durante la seconda guerra mondiale e terminò con la sua morte nel 1945.

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