Ginori Doccia – Scultura di nobile damerino, statuina in porcellana in stile Neo Rococò, 1800 XIX secolo.
€485.00
Descrizione
MISURE:
Altezza: 16 cm; Larghezza: 9 cm; Profondità: 7 cm
CONDIZIONI:
Buone condizioni generali, qualche piccola mancanza sul merletto (vedi foto).
Descrizione dell’oggetto:
Raffinata scultura in porcellana a pasta dura smaltata, vetrificata ed interamente decorata a mano, raffigurante un nobile gentiluomo settecentesco in posa fiera e flessuosa. L’opera reca sotto la base il celebre marchio manoscritto a pennello in blu cobalto sotto vetrina della lettera “N” sormontata da una corona a cinque punte, ed è collocabile cronologicamente alla fine del XIX secolo (circa 1880-1890). Sebbene l’iconografia del marchio richiami storicamente la Real Fabbrica Ferdinandea di Capodimonte, la specifica forma della corona con i punti radi della corona, identifica il marchio ufficiale depositato ed utilizzato dalla manifattura di Ginori Doccia per la sua esclusiva linea storicistica tardo-ottocentesca. Nelle foto, subito sotto questa descrizione, abbiamo messo alcune note storiche sulla manifattura riprese da un nostro volume in francese, con molti dei marchi utilizzati, tra cui il nostro, precisamente il numero 19, utilizzato, come scritto nelle note, nella fine del XIX secolo. Il sotto della base offre la prova regina della storicità del manufatto: il piede d’appoggio grezzo mostra i tipici annerimenti da cottura nei forni a fuoco dell’epoca e reca i residui di un antico cartiglio cartaceo ossidato con colla d’ossa ingiallita, affascinante traccia di una vecchia catalogazione inventariale o della partecipazione dell’oggetto ad un’asta del passato. Negli ultimi decenni dell’Ottocento, Ginori reinterpretò magistralmente questi soggetti, fondendo la grazia plastica settecentesca con la perfezione chimica e l’abilità nei micro-decori che resero celebre la porcellana toscana nelle grandi Esposizioni Universali. L’opera si distingue per uno straordinario virtuosismo tecnico e pittorico: la giacca color prugna profondo contrasta splendidamente con i pantaloni a bande verticali ocra e rosso carminio e con un suntuoso gilet arricchito da un motivo a millefiori puntiformi eseguito interamente a punta di pennello. Elemento di altissimo pregio è l’applicazione della delicatissima trina o merletto in porcellana traforata lungo i polsini, il jabot del colletto, le tasche e l’orlo del cappello a tricorno nero tenuto sotto il braccio; questo effetto si otteneva intingendo vero pizzo di tessuto nella barbottina prima della cottura, lasciando che la stoffa bruciasse nel forno per rivelare lo scheletro vetrificato. I lineamenti del volto sono dipinti con estrema cura, esaltando il trucco d’epoca con gote arrossate e sopracciglia sottili. La scultura poggia su una base a rocailles rococò lumeggiata in oro zecchino e sostenuta sul retro da un finto tronco d’albero con muschio a rilievo, accorgimento strutturale indispensabile per evitare flessioni della pasta vitrea ad alte temperature.
Informazioni utili per la valutazione dell’oggetto:
Il mercato collezionistico legato alle statuine in porcellana con lavorazione a trina del periodo tardo-ottocentesco gode di un forte interesse internazionale, guidato da estimatori europei e americani attratti dal virtuosismo di queste statuine. Nelle principali aste d’arte decorativa (quali Cambi, Il Ponte o Capitolium Art), sculture affini realizzate da manifattura come la Ginori di Doccia o di manifatture fiorentine d’alto livello si attestano stabilmente in una fascia compresa tra i 350€-700€ per le più piccole, semplici nelle forme e nelle decorazione fino a risultati raggiunti di oltre 1.500-2.500€ per le statuine più grandi e complesse nelle forme e nelle decorazioni. Sulle piattaforme di antiquariato internazionale e design di lusso, esemplari integri e riccamente decorati a mano simili a quello in esame vengono regolarmente proposti con prezzi che oscillano tra i 500-800 € ed i 1.500-3.000€, sempre in base alle misure e alla complessità della forma e della decorazione dell’oggetto proposto. La presenza dell’evidente patina d’epoca sotto la base e le tracce dell’antico cartiglio aumentano lo charme collezionistico dell’oggetto, garantendone la provenienza da raccolte storiche. Alla luce della superba qualità pittorica del gilet a millefiori, la bellezza della trina presente sulle vesti del soggetto e del pregio dell’antico marchio d’epoca sotto la base, si stima a nostro avviso, per questo specifico esemplare un valore di mercato prudenziale compreso tra i 500€ ed i 700€, considerando che si tratta di una scultura estremamente bella ma di piccole dimensioni.
Informazioni su artista e/o manifattura:
La manifattura di Doccia, fondata nel 1735 dal marchese Carlo Ginori nell’omonima località toscana nei pressi di Sesto Fiorentino, rappresenta uno dei pilastri assoluti e più gloriosi della storia della porcellana europea. Nata in concomitanza con le grandi fabbriche regie di Meissen e Sèvres, Doccia si distinse immediatamente per la ricerca chimica d’avanguardia sul “finto porcellanato” e per l’inconfondibile “masso bastardo”, un impasto unico che conferiva alle opere una texture densa e scultorea di straordinario fascino. Sotto la guida della famiglia Ginori per oltre un secolo e mezzo, la manifattura seppe fondere il rigore della scultura tardo-barocca e rinascimentale fiorentina con la leggerezza rococò, avvalendosi di capomastri e pittori eccelsi. Nel 1896, l’azienda si fuse con il gruppo industriale del milanese Augusto Richard, dando vita alla celeberrima Richard-Ginori: un sodalizio che proiettò la fabbrica nella modernità novecentesca, culminando negli anni Venti con la straordinaria direzione artistica del celebre architetto e designer Gio Ponti. I più importanti traguardi artistici e riconoscimenti istituzionali della manifattura si legano alla sua presenza costante nelle Grandi Esposizioni Universali del diciannovesimo secolo (da Londra a Parigi), dove la porcellana di Doccia conquistò i giurati di tutto il mondo per la perfezione dei suoi smalti e l’incredibile abilità nei micro-decori pittorici. Tra i massimi successi commerciali e artistici della seconda metà dell’Ottocento vi fu proprio la linea storicistica: Richard-Ginori acquisì i modelli e ereditò i marchi di storiche fabbriche in chiusura (come i modelli napoletani della Real Fabbrica di Capodimonte), riproducendoli con una qualità tecnica, una nitidezza dei dettagli e un virtuosismo esecutivo, come l’applicazione dei fragilissimi merletti in porcellana traforata, che talvolta superavano gli originali settecenteschi. Oggi, la storia plurisecolare di questa istituzione artistica (attualmente nota come Ginori 1735) è celebrata in tutto il mondo; le sue creazioni d’epoca sono oggetto di studio internazionale e sono orgogliosamente esposte nei dipartimenti di arti decorative dei più grandi musei del globo, tra cui il Victoria and Albert Museum di Londra, il Metropolitan Museum of Art di New York e il Museo Richard-Ginori della Manifattura di Doccia. Nell’ ultima foto abbiamo messo note storiche aggiuntive sulla manifattura per chi volesse approfondire, riprese da un nostro volume specializzato in francese, con molti dei marchi utilizzati tra cui il nostro, precisamente il numero 19, utilizzato nella fine del XIX secolo, come scritto nelle note.






























































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