Gilberto Filibeck – Grande dipinto ad olio su tela raffigurante un torero con toro, Roma Italia,1900.
Il prezzo originale era: €439.00.€285.00Il prezzo attuale è: €285.00.
Descrizione
MISURE:
Compresa cornice: Altezza: 73 cm ; Larghezza: 93 cm ; Profondità: 5,5 cm ; Peso: 4,600 Kg
Esclusa cornice: Altezza: 50,5 cm ; Larghezza: 70,5 cm
CONDIZIONI:
Perfette in tutto e per tutto.
Descrizione dell’oggetto:
Grande dipinto, olio su tela, raffigurante un torero con toro in corrida, munito di cornice dorata, firmato in rosso dall’artista sia sulla tela in basso a sinistra, sia sul retro, dove c’è anche il titolo dell’opera, purtroppo poco leggibile. Realizzato nella prima metà del XX secolo, dal pittore romano Gilberto Filibeck con elementi post-impressionisti ed elementi espressionisti.
Informazioni utili per la valutazione dell’oggetto:
Giusto per dare un’idea del valore delle opere di questo artista, da una rapida ricerca su internet ci risulta che Gilberto Filibeck, pur essendo un pittore contemporaneo e lontano dai riflettori, vanta numerosi risultati d’asta, ed i quattro più alti risultati che abbiamo trovato vanno da 190 a 700 euro, più i diritti d’asta del 25-30%. Inoltre abbiamo trovato due nudi andati all’asta e stimati 400-600 euro come partenza e a cui vanno sempre aggiunti i diritti d’asta. Considerate che parliamo di un pittore contemporaneo, per questo le opere ancora non hanno stime particolarmente alte, ma già il fatto che vanti numerose quotazioni, indica sicuramente che parliamo di un pittore importante, le cui opere, nel tempo, avranno sicuramente un valore maggiore.
Informazioni su artista e/o manifattura:
Nato a Roma, nel centro storico della Capitale, vive e lavora. Diplomatosi alla Accademia Internazionale di via Margutta, frequenta lo studio di Aldo Bandinelli.
Nel 1957 espone per la prima volta alla galleria “Il Vantaggio” di Giuseppe Siortino, a Roma. Successivamente espone a Milano, Firenze, Assisi, Palermo, Bologna, Perugia, Bari, Belluno, Lugano e in tanti altri centri italiani e stranieri. La critica lo segnala con premura, e artisti come Lucio Fontana, Renato Guttuso, Carlo Levi, Giovanni Omiccioli, Mino Maccari acquistano alcune delle sue opere più rappresentative.
Note critiche
“Che nella cultura pittorica di Filibeck, larghissima e in talune opere addirittura raffinata, ci siano degli insegnamenti espressionisti, risalendo i quali si può giungere a certi tedeschi preensoriani e a certi maudits prescipioneschi, mi pare ovvio, quindi non determinante. C’è indubbiamente, in questo pittore, ancora giovane e carico, una personalità originaria, che avendo assimilato molte lezioni le ha trasformate in proprio stile.” Ugo Moretti.
“… ora Filibeck ha molto affinato la sua tavolozza di post-impressionista allarmato dai valori espressionisti, indagando con lo spirito sociale di questi suoi avi morali, sulla società d’oggi” Marcello Venturoli.
“… questo temperamento del Filibeck così drammatico, queste sue tele quasi allucinanti, la violenta passione dei suoi personaggi dipinti con l’esperienza non di un giovane, ma di un consumato artista che vive tutte le ore di ogni giorno di questa sua dura, verde stagione.” Giovanni Omiccioli.
“… Filibeck o dell’ambiguità dunque, o, meglio, della poesia dell’ambiguità e quindi dell’arcano; questa, per l’appunto, mi sembra essere la “sigla” che isola il nostro Autore dalla consuetudine.” Giacomo Porzano.
“Filibeck, anni addietro, si impose alla nostra attenzione per un suo mondo immerso nelle ombre del dramma, come nel fondo immoto d’una palude: paesaggi e persone senza illuminazione, senza scampo senza speranze. Ciò volle significare che, già sul nascere, l’artista dichiarava quelle sue inclinazioni espressionistiche che avrebbe poi coltivate e animate e arricchite di calore, come si può vedere nell’ultima sua produzione.” Domenico Purificato.




























































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