Fattiocco 88, Antonietta Arte – Piatto in maiolica, Il Canzoniere del Petrarca, Ø 51cm.
€439.00
Descrizione
MISURE:
Diametro: 51 cm ; Altezza: 6 cm ; Peso: 2,267 Kg
CONDIZIONI:
Ottime condizioni generali.
Descrizione dell’oggetto:
Imponente piatto in maiolica, avente un diametro monumentale di 51 cm, interamente dipinto a mano libera, firmato dall’artista sul decoro e sul retro “Fattiocco”, sempre sul retro è presente la firma della manifattura “Antonietta Arte”, una dedica scritta a mano di pugno dall’artista che cita il sonetto in numero romani CCL(250) del Canzoniere di Francesco Petrarca e la datazione “88”, che sta per 1988. L’attribuzione formale rimanda all’opera del maestro d’atelier Fattiocco, che ha eseguito la complessa decorazione pittorica realizzando il manufatto presso i laboratori della manifattura indipendente “Antonietta Arte”. La composizione sul fronte mostra due corpi nudi e sinuosi colti in una drammatica torsione anatomica di matrice espressionista, fluttuanti su un fondo virato su tonalità verde acido e ocra. Il perimetro destro accoglie una possente campitura in blu cobalto stesa a forte spessore, che in cottura ha generato una magnifica e fitta rete di craquelé vitreo a effetto minerale, tipico delle maioliche d’alto fuoco d’atelier. La base d’appoggio inferiore mostra un impasto solido in terra rossa, rifinito a crudo con un piede ad anello che garantisce la stabilità strutturale del pezzo a fronte di un peso specifico importante di oltre 2,2 Kg. Il profondo legame concettuale dell’opera viene esplicitato al rovescio da una raffinata iscrizione poetica autografa che cita il sonetto CCL del Canzoniere di Francesco Petrarca (“Non ti sovven di quella ultima sera / dice ella / ch’i’ vi lasciai li occhi / tuoi molli, e sforzata dal tempo / me ne andai?”), un riferimento colto volto a trasfigurare l’abbraccio dei corpi in una riflessione visiva sul tempo e sul tormento amoroso.
Informazioni utili per la valutazione dell’oggetto:
La quotazione di mercato per questa tipologia di grandi piatti ceramici risente della forte richiesta collezionistica legata alle edizioni d’atelier firmate e datate della fine del Novecento. Per inquadrare l’importanza generale di questo segmento dell’artigianato artistico, le opere ceramiche di grandi dimensioni nate dalle collaborazioni tra pittori indipendenti e storiche botteghe d’arte spuntano stabilmente nelle aste e nelle gallerie specializzate cifre comprese tra i 1.500€ e i 5.000€, qualora legate a maestri storicizzati del secondo dopoguerra. Analizzando nello specifico i lotti affini all’opera in esame per datazione (1988), maestosità del formato (diametro superiore ai 50 cm) e assenza di una storicizzazione enciclopedica dell’autore, il valore commerciale stimato è ovviamente più basso rispetto alle opere realizzate dagli artisti più importanti del secondo dopoguerra e si attesta stabilmente in una forbice compresa tra i 400€ ed i 600€. La perfetta conservazione della superficie, l’ottima resa chimica dei pigmenti metallici e lo straordinario valore aggiunto della dedica petrarchesca sul verso elevano il manufatto ben al di sopra dei multipli ceramici seriali, conferendogli lo status di pezzo unico da galleria ad alto potenziale decorativo e collezionistico, giustificandone il posizionamento commerciale verso la fascia più alta della forbice di prezzo indicata.
Informazioni su artista e/o manifattura:
La manifattura “Antonietta Arte” si inserisce nel ricco panorama dei laboratori d’arte attivi in Italia nella seconda metà del Novecento, focalizzati sulla trasposizione del linguaggio pittorico contemporaneo sulla superficie ceramica. Questo specifico ambiente creativo si muoveva in parallelo alle grandi correnti che avevano rivoluzionato la ceramica del dopoguerra, trasformando il supporto da mero manufatto d’uso a superficie pittorica autonoma. La sperimentazione sui pigmenti metallici resistenti alle alte temperature (come i blu al cobalto e i verdi ramati) e l’utilizzo di testi classici manoscritti sul retro riflettono una sensibilità intellettuale volta a unire l’arte visiva alla grande letteratura, una tendenza che ha trovato ampio risalto nel mercato del modernariato e delle arti decorative. Oggi, i manufatti nati da questa stagione di fecondo interscambio tra pittura e artigianato artistico sono capillarmente ricercati dai collezionisti privati di ceramica moderna, apprezzati sia per l’unicità dei soggetti che per il rigore tecnico dei rivestimenti vitrei a gran fuoco.


























































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