Coppia di antiche sculture, Chimere guardiane, Cani Fo in bronzo, Ming Qilin, Cina 1600.
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Descrizione
MISURE:
Altezza: 13 cm ; Larghezza: 12 cm ; Profonditร : 5 cm ;
CONDIZIONI:
Sculture in buone condizioni generali. Segni di usura e qualche mancanza dovuti all’antichitร della coppia.
Descrizione dell’oggetto:
Questa pregevole coppia di sculture speculari in bronzo patinato raffigura due fiere guardiane del bestiario mitologico cinese, identificabili morfologicamente come “Qilin” o leoni arcaizzanti (Pixiu), e si inserisce nel celebrato filone della produzione bronzea di gusto arcaizzante (“Fugu”) della Cina imperiale. Dal punto di vista cronologico, le caratteristiche costruttive e formali aprono alla concreta possibilitร di una datazione d’alta epoca, collocabile indicativamente tra il tardo periodo della dinastia Ming (XVII secolo) e il pieno sviluppo della dinastia Qing, escludendo le riproduzioni industriali moderne a favore di una manifattura interamente artigianale a cera persa. Ciascun elemento, dalle proporzioni contenute e spiccatamente da scrittoio letterario, con misure pari a 13 cm di altezza, 12 cm di larghezza e 5 cm di profonditร , mostra corpi modellati con una muscolatura scattante, interamente percorsi da motivi a spirale in rilievo che richiamano i decori geometrici “leiwen” dei bronzi rituali pre-imperiali. L’esame della parte inferiore delle basi evidenzia pareti cave dallo spessore irregolare e sprovviste di bave da taglio meccanico, le quali conservano residui compatti di terra di fusione argillosa coerenti con le tecniche fusorie tradizionali d’epoca. La superficie metallica manifesta una profonda e stratificata patina scura interrotta da minime fioriture di ossidazione rossastra (ossido cuproso) affioranti dal nucleo della lega, elementi che documentano un naturale e prolungato processo di invecchiamento e che si conservano in eccellente stato d’epoca. Inoltre il considerevole peso delle sculture, oltre un chilogrammo e 200 grammi di bronzo per due piccole sculture alte 13 cm, costituisce un importante e elemento a supporto dell’originalitร e della vetustร di questa coppia.
Informazioni utili per la valutazione dell’oggetto:
Nel mercato internazionale dell’arte orientale, il collezionismo di piccoli bronzi da studiolo letterario o da altare domestico risalenti alle dinastie Ming e Qing esprime da anni un forte dinamismo, condizionato in modo determinante dall’epoca esatta, dalla presenza di marchi o dalla qualitร intrinseca della fusione. Nelle aste d’รฉlite di Sotheby’s o Christie’s, le sculture speculari di animali mitologici che beneficiano di una certificazione scientifica incontrovertibile d’epoca Ming o del primo periodo Qing superano con stabilitร i 3.000 euro, con picchi superiori per i formati monumentali. Per quanto concerne invece gli esemplari da vetrina di dimensioni analoghe al presente lotto (intorno ai 13 cm) proposti sulle piattaforme di riferimento come 1stDibs o Pamono con un’attribuzione aperta o prudenzialmente estesa all’alveo stilistico XVII-XIX secolo, le quotazioni si assestano su valori piรน equilibrati. Le riproduzioni tardo-ottocentesche seriali da esportazione si collocano nella fascia compresa tra i 250 ed i 500 euro, mentre i manufatti eseguiti con tecniche tradizionali a cera persa, ricchi di patina d’epoca e proposti come coppia speculare reale, come nel caso in esame, si posizionano stabilmente in una forbice commerciale stimata tra i 700-800โฌ ed i 1.000-1.200โฌ, configurandosi come una proposta di sicuro interesse per i cultori del settore.
Informazioni su artista e/o manifattura:
Il movimento culturale e artistico denominato “Fugu” (ritorno all’antico) trovรฒ una straordinaria fioritura durante la dinastia Ming e persistette per gran parte dell’epoca Qing, spingendo le migliori fucine dell’Impero a studiare i repertori archeologici dei vasi rituali d’epoca Zhou e Shang per reinterpretare il bestiario sacro cinese in chiave intellettuale. Figure leggendarie come il Qilin e il Pixiu, considerate simboli di alta virtรน, prosperitร e ferrea protezione spirituale contro le avversitร , vennero reinterpretate con linee severe e decori geometrici sintetici, diventando oggetti d’arredo feticcio per i tavoli da scrittura dei Mandarini e dei funzionari di corte. I fonditori tradizionali cinesi, operando attraverso una sapienza metallurgica tramandata nei secoli, conseguirono nei piccoli bronzi da gabinetto risultati plastici cosรฌ raffinati da suscitare, secoli piรน tardi, l’ammirazione dei primi collezionisti occidentali durante le Esposizioni Universali. Oggi, i bronzi che testimoniano questo gusto colto ed arcaizzante piรน antichi ed importanti, pur nelle loro differenti sfumature cronologiche e di bottega, sono studiati e conservati nei principali musei d’arte asiatica del mondo, dal British Museum di Londra al Museo Nazionale di Pechino, celebrati per la loro capacitร di condensare in pochi centimetri di lega bronzea la millenaria cosmologia dell’Impero di Mezzo.
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