Centrotavola in ceramica con decori oro e fiori, realizzato dalla “Maioliche Deruta”, Italia – 1900.
€79.00
Descrizione
MISURE :
Altezza: 11,5 cm; Larghezza: 36 cm; Profonditร : 21 cm
CONDIZIONI:
Ottime condizioni generali. Qualche piccola chips.
Descrizione dell’oggetto:
Bellissimo vaso in ceramica maiolicata interamente modellato a mano su tornio e in seguito smaltato e decorato a mano con decori floreali, infine rifinito con oro zecchino ed invetriato con cottura a terzo fuoco, databile nella prima metร del XX secolo, firmato sotto la base con bollino indicante la manifattura “Maioliche Deruta” con numero di catalogo. Bellissimi i decori floreali e ricche le rifiniture in oro zecchino, ottima la qualitร della maiolica utilizzata costituita da un biscotto ceramico spesso, duro e pesante e molto brillante l’invetriatura dell’oggetto per l’utilizzo di smalti ricchi di feldspati che in seconda cottura creano una vetrina piuttosto spessa.
Informazioni utili per la valutazione dell’oggetto:
La cittร di Deruta รจ uno dei piรน importanti e antichi poli per la produzione di ceramiche artistiche del centro Italia, giร attiva dal 1500. La manifattura delle “Maioliche Deruta” รจ un’ importante fabbrica di ceramiche artistiche attiva da prima del 1900, che vanta la collaborazione di numerosi ceramisti italiani, dal maestro Alfredo Santarelli, a Nino Strada, Settimio Rometti, il russo David Zipirovic e tanti altri. Da una ricerca online ci risulta che le ceramiche di questa manifattura vengono proposte da un minimo di 150-200 euro per le piรน piccole e meno lavorate, fino ad arrivare a richieste di 2.000-3.000 euro per i vasi o/e sculture piรน grandi ed importanti.
Informazioni su artista e/o manifattura:
La manifattura “Societร Anonima Maioliche Deruta” viene fondata nel 1910 sulle ceneri della “Cooperativa Fabbriche Deruta” costituita nel 1903 da Cesare Boschi. La direzione tecnica ed artistica รจ affidata, dal fondatore Alfredo Santarelli, al maestro Alpinolo Magnini, giร insegnante presso la Scuola d’Arte Applicata alla Maiolica di Deruta, al quale viene riconosciuto il merito di aver fortemente contribuito alla rinascita della ceramica derutese. La produzione รจ costituita all’inizio da ceramiche in stile cinquecentesco. Nel 1910 la “Societร Anonima Maioliche Deruta” partecipa, premiata con diploma e medaglia d’oro, all’Esposizione di Spoleto e nel 1911 ottiene ampi riconoscimenti all’Esposizione Universale di Roma. Dal 1916 al 1918 collabora con la ditta Serafino Volpi, con la qualifica di capo fabbrica. La manifattura rimane attiva fino al 1920 anno in cui viene rilevata da Biagio Biagiotti che ne modifica la ragione sociale in “Cooperativa Maioliche Deruta”, ne conferma la direzione tecnica ed artistica di Alpinolo Magnini e affianca alla produzione in stile tradizionale una produzione in stile moderno. Nel 1925 la manifattura confluisce nel “Consorzio Italiano Maioliche Artistiche” (C.I.M.A.) fondato dal Biagiotti e da Giuseppe Baduel. La produzione, costituita da maioliche tradizionali, moderne, rustiche e copie dall’antico, grazie al consorzio di cui fa parte, ottiene un grande successo commerciale sia in Italia che all’estero. Dal 1927 la fabbrica, grazie all’idea di impresa moderna del Biagiotti, adotta forni e macchinari elettrici. Negli anni Trenta, tra gli altri collabora con la manifattura Franco Mari. Nel dopoguerra la produzione della manifattura รจ improntata ad un provinciale ma interesante razionalismo e numerosi artisti intraprendono collaborazioni a vario titolo. Dal 1945 presta la sua opera presso la manifattura il ceramista milanese Nino Strada, negli anni successivi si alternano Gabriele Bicchioni, Emma Bonazzi, Enrico Ciuti, Ezio Cocchioni, Marcello Fantoni, Ruffo Giuntini, Gaetano Magazzรน, Cesare Margaritelli, Aldo Pascucci, Settimio Rometti, Gennaro Strino, Alberto Stolz e David Zipirovic. Negli anni Cinquanta la sede della fabbrica รจ a Perugia in via del Forte 14. Tra i collaboratori degli anni successivi ricordiamo: Germano Belletti, Piero Dorazio, Cesare Teobaldo Pimpinelli, Giovanni Conti, Nello Giuliani e Graziella Melinelli. La manifattura rimane attiva fino al 1976.
























































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