Capodimonte – Trittico, placca in porcellana in bassorilievo intitolata “LA RISSA”, 1700 XVIII 1800 XIX.
€1,790.00
Descrizione
MISURE :
Altezza : 26 cm; Larghezza: 26 cm; Profonditร 2 cm ; Peso: 0,977 Kg
CONDIZIONI:
Ottime condizioni generali.
Descrizione dell’oggetto:
Spettacolare e rarissima placca in porcellana a pasta dura vetrificata interamente decorata a mano, finemente lavorata in bassorilievo con una dinamica scena di genere di gusto rinascimentale, raffigurante una rissa popolare ricca di personaggi. La struttura รจ concepita come un raffinato trittico composto da tre elementi uniti da cerniere in bronzo; una foggia strutturale che richiama esplicitamente l’iconografia delle antiche icone lignee o dei reliquari d’epoca, le cui ante laterali si richiudevano per proteggere il fulcro centrale. Nel pannello centrale spicca un elegante panneggio sormontato da una corona e uno scudo araldico, probabilmente lo stemma della casata nobiliare che commissionรฒ l’opera. Il retro del manufatto รจ impreziosito da un rivestimento in velluto, provvisto di un’apposita finestratura che lascia a vista il marchio: la celebre “N” coronata a cinque punte, dipinta a pennello in blu sotto smalto, uno dei marchi piรน prestigiosi ed antichi utilizzati dalla manifattura di Capodimonte (precisamente il numero 8, illustrato nelle foto subito sotto questa descrizione). Sempre sul retro รจ presente il cartiglio originale cartaceo recante il numero di lotto dell’asta a cui la placca ha partecipato (lotto 23) ed inoltre รจ presente il certificato d’acquisto della casa d’aste “Antonina”, datato nel 1ยฐ dicembre 2001. In tale occasione, l’opera, catalogata come “La Rissa, trittico in porcellana”, fu aggiudicata per 900.000 Lire (piรน 162.000 Lire di diritti d’asta, per un totale di 1.162.000 Lire), una cifra che, rivalutata in base all’inflazione ed al potere d’acquisto della moneta odierno, si colloca in una fascia stimata tra i 1.500 e i 1.800 Euro. Va considerato che la casa d’aste Antonina รจ una casa minore, poco conosciuta e rivolta prevalentemente ad un pubblico locale della cittร di Roma, per questo motivo il prezzo di aggiudicazione รจ stato piuttosto vantaggioso per l’acquirente considerando il reale valore dell’opera. Effettivamente la qualitร esecutiva รจ superba, curata nei minimi dettagli, configurando l’oggetto come un pezzo d’antiquariato di eccezionale raritร e rilevanza artistica.
Informazioni utili per la valutazione dell’oggetto:
Le nostre ricerche su internet evidenziano quotazioni consolidate per le placche in bassorilievo di Capodimonte: si spazia dagli 800-1.200 โฌ per gli esemplari piรน tardi risalenti al XX secolo, fino a raggiungere vette di 2.000-3.000 โฌ ed oltre i 4.000-5.000 โฌ per le opere d’epoca piรน antiche, con variazioni legate alle dimensioni, alla complessitร del decoro e alla densitร dei personaggi raffigurati. Pur presentando dimensioni contenute, l’esemplare qui proposto si distingue per un’eccelsa qualitร esecutiva, appartiene alle prime e piรน pregiate produzioni della manifattura ed รจ munito del certificato d’acquisto della casa d’aste. Infine, la scelta iconografica della “rissa popolare” rappresenta un unicum tematico di grande raritร rispetto ai piรน comuni soggetti mitologici o pastorali, elevando notevolmente il pregio, la raritร e l’interesse di questo specifico pezzo sul mercato.
Informazioni su artista e/o manifattura:
Fondata nel 1743 dal Re Carlo di Borbone e da sua moglie Maria Amalia di Sassonia, la Real Fabbrica di Capodimonte nacque con l’ambizione di rivaleggiare con la celebre porcellana tedesca di Meissen. Il sovrano stabilรฌ la manifattura all’interno del parco della reggia collinare di Napoli, dando vita a una delle stagioni piรน gloriose delle arti decorative europee. L’elemento di assoluta unicitร di Capodimonte fu l’invenzione della porcellana a pasta tenera: una mescola priva di caolino ma ricca di argille locali, che conferiva alle opere un aspetto latteo, caldo e straordinariamente traslucido. Questa particolare composizione permetteva di imprimere dettagli minutissimi e sfumature pittoriche di incomparabile delicatezza, celebrate specialmente nei celebri gruppi scultorei e nei motivi floreali in rilievo .Il culmine di questo primo periodo fu l’eccezionale Salottino di porcellana per la Regina Maria Amalia, un intero ambiente rivestito di lastre ceramiche, oggi capolavoro del Museo di Capodimonte. Nel 1759, con l’ascesa di Carlo al trono di Spagna, la fabbrica originale venne smantellata e trasferita a Madrid. Sarร poi il figlio, Ferdinando IV, a rifondare la manifattura a Napoli nel 1771, inaugurando la produzione in stile neoclassico e introducendo il celebre marchio della N coronata in blu. Oggi la porcellana di Capodimonte รจ sinonimo nel mondo di eccellenza artigianale e virtuosismo tecnico, unendo la maestria scultorea del Settecento a un’eleganza senza tempo che continua a incantare il collezionismo internazionale. Nell’ ultima foto abbiamo messo nozioni storiche sulla manifattura per chi volesse approfondire, riprese da un nostro volume in francese, con molti dei marchi utilizzati tra cui il nostro, precisamente il numero 8, realizzato, come scritto nelle note, in blu sotto smalto ed utilizzato tra la fine del 1700 ed i primi decenni del 1800.
Ultime considerazioni sull’oggetto:
Sotto il profilo iconografico, l’opera non descrive un evento di cronaca storica, bensรฌ una vivace scena di genere di matrice folcloristica, tradizionalmente catalogata come “Rissa davanti al carro dei comici” o “Zuffa durante una recita di strada”. I maestri modellatori della porcellana di Capodimonte non hanno voluto celebrare un fatto di cronaca specifico, ma hanno interpretato un tema classico della pittura antica. La tradizione fiamminga, caratterizzata da atmosfere caotiche e goliardiche, deriva direttamente dai dipinti e dalle incisioni del XVI e XVII secolo del Nord Europa, ispirati ai capolavori di maestri come Pieter Bruegel il Vecchio o David Vinckboons. Al centro del trittico รจ chiaramente visibile il carro in legno che fungeva da palcoscenico mobile per le compagnie di attori girovaghi, come i comici dell’arte o i poeti delle gilde nordeuropee. La zuffa si scatena proprio ai piedi del palco, coinvolgendo gli spettatori che si colpiscono animatamente con dei bastoni. Nelle antiche fiere di paese (le storiche kermesse), le rappresentazioni teatrali all’aperto e l’immancabile abuso di alcool portavano regolarmente a risse furiose tra il pubblico, qui magistralmente cristallizzate nel candore della porcellana.






























































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