Biscottiera in ceramica futurista con decoro con palme stilizzate, realizzato da Simonetto per la Galvani di Pordenone, Italia, 1900.
€225.00
Descrizione
MISURE :
Altezza: 17 cm ; Larghezza: 18 cm ; Profonditร : 15 cm ; Peso: 1,031 Kg
CONDIZIONI:
Ottime condizioni, qualche piccola chips sul coperchio e sulla base, cosa normale per oggetti d’epoca.
Descrizione dell’oggetto:
Biscottiera in ceramica a colaggio, argilla con aggiunta di caolino, detta anche porcellana tenera, con decori all’aerografo con palme stilizzate in stile futurista e con manico in vimini, firmata sotto la base Galvani Pordenone con numero catalogo e codice decoro, databile nei primi decenni del 1900. A nostro avviso la paternitร di questa bellissima biscottiera va sicuramente attribuita ad Angelo Simonetto, direttore artistico e principale esponente della manifattura di Galvani, il che la rende ancora piรน importante.
Informazioni utili per la valutazione dell’oggetto:
Da una ricerca nel web ci risulta che le ceramiche della manifattura “Galvani” vengono proposte in vendita nelle piattaforme online di prim’ordine o nelle case d’asta da un minimo di 200-300 euro per piccoli piatti o oggetti semplici, fino a 2.000-3.000 euro per i vasi piรน belli e grandi. Le scatole simili a questa nostra vanno da un minimo di 300 ai 600 euro circa.
Informazioni su artista e/o manifattura:
La manifattura ceramica “Galvani” di Pordenone viene fondata nel 1811 da Giuseppe Galvani. Dal 1823 i manufatti, in terraglia dura, usciti dalla fabbrica “Galvani” vengono marcati con il simbolo grafico di un’ancora. Nel 1836 la manifattura diviene di proprietร del nipote di Giuseppe, Andrea, nel 1855 รจ ereditata dai fratelli Giuseppe e Giorgio, che per primi utilizzano il simbolo del galletto come marchio di fabbrica. Nel 1885 diviene titolare della ditta Luciano, figlio primogenito di Giorgio. Nel 1911 la gestione della fabbrica passa ad Andrea Galvani che ne muta ragione sociale in “Societร Anonima Andrea Galvani” e il simbolo grafico in un galletto stilizzato, o la testa di un gallo, uniti ad una G. Nel 1921 la fabbrica, distrutta da un grande incendio, viene ricostruita in modo moderno e questo permette di realizzare una produzione piรน vasta ed eterogenea. In questi anni la ditta si avvale della collaborazione di Teonesto Deabate, Eugenio Polesello e Gino Rossi. A partire dall’inizio degli anni Venti, sotto la direzione artistica di Angelo Simonetto, e successivamente negli anni Trenta con la collaborazione di Armando Pizzinato e Roberto Rosati, la manifattura lascia la tradizionale produzione e comincia a realizzare opere di sapore modernista spesso decorate con disegni all’aerografo con l’uso di mascherine. In questi anni nei locali della manifattura รจ attiva una scuola di ceramica tra i cui allievi troviamo Loris Dell’Anese. Tra i collaboratori di questi anni, esterni alla manifattura, che realizzano modelli per la produzione ricordiamo il faentino Anselmo Bucci. Nel 1925 Teonesto Deabate lascia la ditta per trasferirsi, alcuni mesi dopo, alla “Lenci”. Nel 1929 la ditta, che si distingue per gli interessanti tentativi di rinnovamento stilistico e cromatico, realizza un servizio da tavola su disegno di Giacomo Balla. Nel 1930, grazie all’ereditร di famiglia, la manifattura diviene di proprietร esclusiva di Andrea Galvani. Nello stesso anno Anselmo Bucci fornisce alcuni modelli alla manifattura. Nel 1933 la “S.A. Galvani” di Pordenone presenta, con successo, alcuni interessanti vasi in terraglia alla V Triennale di Milano. Nel 1938 inizia la sua collaborazione con la ditta il pittore e scultore Ruffo Giuntini che si protrarrร fino al 1942 lasciando un profondo segno di rinnovamento nella produzione. Nel 1939 la direzione della manifattura passa a Pino Galvani che mantiene i temi decorativi di sapore novecentista, tipici della manifattura, fino alla metร degli anni Quaranta. Nel 1942 la “Galvani” รจ presente alla Biennale di Venezia. Nel secondo dopoguerra, a causa di un mancato rinnovamento artistico tecnologico, la produzione della “Galvani” assume un orientamento piรน commerciale che non trova grandi riscontri sul mercato e, nel 1969, la manifattura, ancora attiva ma ormai in netto declino, viene ridimensionata trasferita in localitร Villanovia, di questi anni รจ la collaborazione con la “Galvani” di Clarimbaldo Tognana. Nel 1973 la ditta diviene di proprietร di Ugo Orlandi che, a sua volta, nel 1979, la cede alla “Tognana Ceramiche”. Nel 1983 la “Galvani” viene chiusa per riaprire, ad opera di Enrico e Giorgio Galvani, come piccolo laboratorio ceramico che da lavoro a due sole operaie fino alla definitiva chiusura, avvenuta nel 2000.
















































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