Albarello, vaso da farmacia con fiori in ceramica, attribuibile alla manifattura italiana di “Ulisse Cantagalli”, Italia – 1800, 1900.
€115.00
Descrizione
MISURE:
Altezza: 14 cm ; Larghezza: 9,5 cm ; Profonditร 9 cm
CONDIZIONI:
Sono ottime in generale, qualche chips sparsa qua e la.
Descrizione dell’oggetto:
Vaso da farmacia, albarello in ceramica con decori floreali, modellato a mano su tornio, smaltato e interamente decorato a mano, infine invetriato con cottura a terzo fuoco, non firmato e attribuibile alla manifattura italiana di “Ulisse Cantagalli”, presso Firenze (Italia), databile nella fine del XIX secolo, 1800. Ottima patina perfettamente in linea con la nostra datazione.
Informazioni su artista e/o manifattura:
Manifattura di proprietร di un’antica famiglia di maiolicari fiorentini risalente alla fine del XVIยฐ secolo. Dal 1872 la manifatura รจ gestita da Ulisse e Romeo Cantagalli, figli di Giuseppe, che oltre alla tradizionale produzione di stoviglie iniziano, nel 1878, una parallela produzione di ceramiche artistiche in stile antico. La raffinata esecuzione tecnica e artistica dei prodotti realizzati lancia la manifattura sul mercato nazionae ed internazionale. Il 30 marzo del 1902 Ulisse Cantagalli muore, al Cairo, e la fabbrica passa alla moglie Margareth Tod e alla figlia Flavia, che ne affidano la direzione artistica al Mussini e quella tecnica al Giusti. Nel 1906 la fabbrica partecipa all’Esposizione di Milano, nel 1911 alla mostra di Arti Decorative di Torino e nel 1925, sotto la direzione artistica di Carlo Guerrini, a quella di Parigi. Nel 1919 tra i collaboratori della ditta troviamo Antonio Maraini. Tra il 1919 e il 1923 collabora con la manifattura il ceramista, incisore e maestro vetraio Guido Balsamo Stella. Nel 1921 i lavori della “Cantagalli”, tra cui alcuni realizzati su disegno di Guido Balsamo Stella, sono presentati a Stoccolma alla Mostra Internazionale dell’Artigianato e della Piccola Industria Italiana. Nel 1923 la ditta presenta la sua produzione alla Prima Mostra Internazionale di Arti Decorative di Monza e alla Mostra della Ceramica di Pesaro. Nel 1924 la “Cantagalli” assume la ceramista tedesca Barbara Thewalt Hannasch, che rimane presso la manifattura fino al 1927, quando si rasferisce a Vietri. Verso la fine degli anni Venti la manifattura si costituisce in Societร Anonima e riceve un cospicuo afflusso di capitale da parte dei Marchesi Antinori. Nel 1932 la ditta apre numerosi negozi a Firenze, Milano, Venezia e Roma, e la gestione รจ affidata all’amministratore delegato Aubrej Adams. Nel 1933, sotto la direzione tecnica di Muller von Bazsko e la collaborazione dello scultore Dante Morozzi, consegue il Gran Premio alla Triennale d’Arte di Milano. Nel 1934, sotto la direzione artistica di Amerigo Menegatti, conseguentemente all’accordo firmato con l’imprenditore ceramico Max Melamerson di Vietri, la ditta cambia la ragione sociale in “Societร Esercizio Manifattura Cantagalli” e due anni dopo, da Vietri, arrivano a Firenze Guido Gambone e Vincenzo Procida che alla “Cantagalli” realizzano alcuni pezzi di ispirazione tradizionale vietrese, pontiana e metafisica. Le ceramiche Cantagalli del periodo “Vietrese” (1936 – 1940) si riconoscono dalla presenza nel marchio di un asterisco. Nello stesso periodo un altro ceramista vietrese, Francesco Solimene, collabora con la manifattura fiorentina. In tutti questi anni la manifattura, che ha sede in Firenze, prima a Porta Romana e poi in via Senese 17, si avvale dell’opera di numerosi artisti come Adolfo De Carolis, Eugenio Cecconi, Romano (Romeo) Dazzi, Antonio Maraini (intorno al 1919), Maurizio Tempestini, Gianni Vagnetti (dal 1930), Benvenuto Staderini, Marcello Rossini (negli anni Cinquanta) e Marcello Fantoni. Nel 1940 Max Melamerson lascia la proprietร della ditta e a lui subentra il consorzio “C.I.M.A.” che ne detiene la titolarietร fino al 1948. Tra la fine degli anni quaranta e l’inizio dei Cinquanta collabora con la ditta il designer Giorgio Giorgetti. Negli anni Cinquanta collabora con la ditta, come modellista e stampatore Pietro Lazzeri. Per alcuni anni la proprietร passa nelle mani di Biagio Biagiotti e nel 1954 viene fondata la “S.C.O.M.A.F.” (Societร Cooperativa Operaia Maioliche Artistiche Fiorentine) che, dopo aver trasferito nel 1962 la sede della manifattura a Sesto Fiorentino nei locali della ex “Zipoli Caiani”, gestisce la ditta fino alla chiusura definitiva avvenuta nel 1987. In alcuni manufatti nel marchio รจ presente anche il giglio, simbolo di Firenze.
















































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